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Terni, massaggi cinesi a luci rosse: condannata una donna a due anni e mezzo

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E’ stata condannata a due anni e mezzo, una 58enne di origine cinese finita sotto processo con l’accusa  di sfruttamento della prostituzione in un appartamento di 190 metri quadrati, di un condominio di via Pacinotti, a Terni, dove era stato allestito quello che ufficialmente doveva essere un centro massaggi cinese.

Nel febbraio del 2018 la struttura era stata posta sotto sequestro dalla procura di Terni, a seguito dell'indagine della squadra mobile della questura che aveva fatto emergere come lì venissero sì praticati massaggi, ma quasi sempre accompagnati da prestazioni sessuali a pagamento, dai 50 euro in su.

 

L'indagine si era focalizzata sulla 58enne cinese che, secondo l'accusa, "controllava, dirigeva e amministrava la casa di prostituzione" a partire almeno dal 2015. Nella giornata di martedì 13 luglio 2021 il tribunale di Terni in composizione collegiale - presidente Rosanna Ianniello - l'ha condannata, come detto, a due anni e sei mesi di reclusione, oltre a 400 euro di multa, accogliendo la richiesta formulata in aula dal pm, Raffaele Pesiri.

Ora per la 58enne, che si è vista comunque escludere l'unica aggravante contestata, la prospettiva è quella del giudizio d'appello.

Al blitz del febbraio 2018 avevano preso parte la polizia di Stato e la Usl Umbria 2, a seguito di numerose segnalazioni relative al fatto che quell'abitazione, affittata cinque anni prima dal proprietario ternano, all'oscuro di tutto, era una vera e propria casa di appuntamenti.

Una realtà poi confermata da diversi clienti - per un giro di svariate centinaia di euro al giorno - compresi i due che erano stati fermati all'interno dell'appartamento, poco dopo aver “usufruito” delle prestazioni fornite da donne di nazionalità cinese.

 

All'interno, tutto il necessario per offrire il massimo confort ai clienti: lettini per massaggi di larghezza doppia rispetto alle misure standard, idromassaggio, due camere da letto, gel, preservativi. Oltre ovviamente al personale, rappresentato da due donne, con le indagini che avrebbero poi individuato anche una terza. Tecnicamente tutte 'persone offese', anche se nessuna di loro ha poi inteso costituirsi parte civile.

Va ricordato che, solo poco più di un mese fa, ai primi di giugno, la polizia aveva sequestrato un appartamento in via Lungonera Cimarelli, arrestando in flagranza di reato una donna di 48 anni, di nazionalità cinese, con l’accusa di gestire un giro di prostituzione.

Nell’abitazione, affittata da una ternana, anche in questo caso ignara, gli agenti avevano trovato un’altra donna, di 42 anni, anche lei di origine asiatica come la 48enne, che stava prostituendosi. Si era stimato che nell’abitazione arrivassero dai 10 a 15 clienti al giorno che pagavano le prestazioni sessuali dai 30 ai 70 euro.