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Umbria, l'economia riprende. Il presidente di Confindustria Alunni: "Stiamo andando nella direzione giusta"

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“Stiamo andando nella giusta direzione”: è quanto sostiene Antonio Alunni, presidente di Confindustria Umbria. “La nostra economia, in particolare il manifatturiero, è riuscita a reggere allo scossone provocato a livello mondiale dall’emergenza sanitaria - spiega Alunni - I segnali che arrivano - e che ora ci vengono confermati - sono incoraggianti e ci spingono a guardare anche al futuro con ottimismo”. Il riferimento è alla relazione fatta martedì, in consiglio regionale, dalla governatrice Donatella Tesei sul programma di governo regionale. La governatrice ha parlato di “tenuta del Pil” e di “un’occupazione in crescita”. Che ne pensa?
Quelle che prima erano solo sensazioni sono ora verità certificate. L’avevamo detto mesi fa che i segnali positivi di una imminente ripartenza c’erano tutti. Adesso dobbiamo concentrarci su questa grande opportunità che ci arriva dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza, ndr)e  che dobbiamo essere bravi a saper sfruttare prima e meglio degli altri. E’ condivisibile, in questo senso, la volontà di voler accelerare per agganciare definitivamente la ripresa. 
Presidente, secondo lei da dove si dovrebbe partire?
Le priorità devono essere individuate in due distinti ambiti. Da una parte il governo nazionale e regionale deve lavorare per garantire, anche attraverso una qualificazione del personale, una pubblica amministrazione pienamente efficiente. Dall’altra le imprese devono fare la loro parte facendo investimenti sul fronte della ricerca, dell’innovazione e della formazione. 

 

 

 


 

Confindustria chiede quindi alla politica meno burocrazia?
La burocrazia è inevitabile ma non deve essere un limite all’efficienza. Ripeto, quello che noi chiediamo è una pubblica amministrazione in grado di rispondere alle domande che le vengono di volta in volta poste, anche attraverso personale preparato.
Quali sono i settori che meglio hanno retto alla pandemia e che potrebbero fare da apripista alla ripresa?
Non ci sono settori specifici quanto piuttosto strategie che si sono rivelate vincenti. Hanno retto meglio le aziende che hanno puntato su innovazione, ricerca e formazione. Ecco perché da qui dobbiamo ripartire.

 

 

 


 

Crede che le imprese umbre siano pronte per questo salto di qualità?
Credo proprio di sì. Per la prima volta la Regione dell’Umbria ha destinato una cifra importante, 15 milioni, per il bando per l’innovazione e la ricerca. Le domande arrivate sono state per 26 milioni. E’ evidente che c’è voglia di fare. 
Molti vedono nelle infrastrutture un limite per lo sviluppo dell’Umbria  Ritiene che questo limite sia insormontabile?
Assolutamente no, anzi credo che anche su questo fronte stiamo andando sulla direzione giusta. Grazie anche a un investimento imponente da parte di Anas stiamo ristrutturando tutta la rete stradale regionale, uno sforzo eccezionale è stato portato avanti con le Ferrovie sul fronte dell’alta velocità così come ottimi risultati possono arrivare dall’investimento sull’aeroporto. Stiamo recuperando un po’ di ottimismo, bisogna fare in modo di continuare su questa strada