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Terni, un murales farà rivivere il mito del primo stadio della Ternana: "la pista" di viale Brin

Giorgio Palenga
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 Il messaggio è chiaro: “Di padre in figlio, per sempre al tuo fianco”, con le immagini stilizzate di un papà che porta sulle spalle un bambino. Una rossoverde – i colori… del cuore – l’altra gialloblù, perché proprio questo abbinamento costituiva la primissima maglia della Ternana, nel lontano 1925, quando venne costituita la Provincia di Terni i cui colori erano (e sono) proprio questi.

E’ il murales in corso di realizzazione in ciò che resta della mitica “pista” di viale Brin, lo stadio che ha ospitato le partite della Ternana dal 1925, quando fu costruito dall’allora società Terni su un suo terreno, fino al 1969, quando venne disputata l’ultima partita prima dell’inaugurazione del Libero Liberati. A realizzarlo è un artista divenuto ormai ternano d’adozione, Daniel Pisanu, che proprio nella città dell’acciaio gestisce l’Accademia del tempo libero, i cui allievi lo stanno aiutando nell’opera. L’idea, però, è arrivata da un tifoso ternano, Luca Eusebio, 41 anni, nella vita educatore della cooperativa sociale Actl, che della “pista” ha tanto sentito parlare, in particolare da sua padre.

 

Antonio Eusebio, mio padre – racconta Luca – ha giocato in viale Brin con la maglia della Ternana, perché arrivò proprio a Terni, dalla provincia di Salerno, con la formazione Primavera. Da quegli anni non è più andato via (ha insegnato per tanti anni educazione fisica nelle scuole ternane ndr), anche se fu costretto a smettere col calcio a causa di un infortunio. Ma oltre all’esperienza personale, io e Daniel abbiamo pensato che fosse importante trasmettere in particolare ai giovani quanto importante è stata la ‘pista’ nella storia di questa città, oltre che della Ternana”.

Quando il calcio “importante” traslocò al Liberati, in pratica all’inizio degli anni ’70, per un po’ di tempo lo stadio di viale Brin rimase in piedi. Ci giocavano formazioni amatoriali, fino a quando l’acciaieria iniziò letteralmente a “smontarlo”, togliendo prima la tribuna, poi spostando il campo, fino a eliminarlo del tutto per costruirci il parcheggio che c’è attualmente. Non essendo area di proprietà comunale ma privata, nessuno poté avanzare pretese di conservazione per “meriti storici”.

“E’ rimasta solo un pezzo di curva – continua Luca Eusebio – sulla quale stiamo realizzando il murales. L’Ast ci ha subito autorizzato, ed anzi ci ha dato anche un sostegno economico per l’acquisto della vernice e la realizzazione tecnica dell’opera, insieme anche alla cooperativa Actl, il cui presidente, Sandro Corsi, è un uomo di sport e tifosissimo della Ternana”.

 

La società rossoverde, invece, ancora non è stata coinvolta, “ma solo perché vorremmo una volta tanto fare noi un regalo al presidente Bandecchi – continua Eusebio – riaccendendo in qualche modo l’attenzione su un pezzo di storia della società rossoverde. Contiamo di inaugurare il murales entro la fine di questo mese di luglio 2021, purtroppo ci sono stati ritardi nell’arrivo della vernice e si sono un po’ allungati i tempi”.

Far “rivivere” il viale Brin costituisce un colpo al cuore in tanti tifosi che se lo ricordano – quelli con i capelli bianchi – ma anche di coloro che delle gesta della Ternana su quel terreno di gioco hanno raccolto tante testimonianze, come lo “storico” rossoverde Marco Barcarotti.

“A dire il vero da ragazzo ci ho giocato anch’io – spiega – prima che fosse del tutto dismesso, mi pare intorno agli anni 85-86. Quanto alla storia della ‘pista’, fu costruita nel 1925 dalla società Terni, che chiese agli operai di contribuire economicamente, e penso che non fu esattamente… un invito ma una vera e propria imposizione. La Ternana ci ha giocato fino al 1968-69, dopo aver vinto l’anno prima la serie C. L’ultima stagione furono costruite delle curve molto alte con i tubi innocenti, stile stadio Curi, cosa che ora sarebbe sicuramente impedita per motivi di sicurezza. In 44 anni la ‘pista’ ha visto tutte le categorie, dalla promozione regionale alla serie B. Oltre ad ospitare anche gare di ciclismo, visto che era un anello all’avanguardia a livello nazionale”.