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Perugia, più di cinque milioni dal Comune per aiutare le famiglie in difficoltà

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Più di cinque milioni per aiutare le famiglie in difficoltà. E’ la cifra che il Comune di Perugia ha messo sul piatto nel 2020 e che ha predisposto anche per l’anno in corso, aggiungendo pure qualcosa in più. L’assessore ai Servizi sociali, Edi Cicchi, spiega che l’impegno su questo fronte è a 360 gradi. Quanto emerso dal Rapporto diocesano sulle povertà - un aumento del 26% nelle richieste di aiuto che nel caso di utenti italiani arriva al 30% - non è, a Palazzo dei Priori, una sorpresa. “

 

 

 

 

Le azioni che abbiamo messo a punto a sostegno delle famiglia sono tantissime e variegate - spiega l’assessore Cicci - Abbiamo già distribuito oltre 900 mila euro di buoni spesa e abbiamo messo a disposizione altri 500 mila euro per acquisti che saranno effettuati da Croce Rossa Italiana e Caritas negli esercizi commerciali di vicinato secondo un paniere definito in base alle necessità. Con questo sistema non solo vi è la presa in carico delle famiglie più bisognose, ed un progetto personalizzato, ma la condivisione di una banca dati, utile per poter mettere in campo azioni strutturali, che durano nel tempo, oltre che creare con le aziende locali un’economia circolare che soprattutto in questi momenti diventa vitale”. A questa misura si aggiunge quella legata all’avviso Noi insieme per l’acquisto di beni di prima necessità, medicinali e rimborso delle utenze domestiche, il Family tech, per l’acquisto o il noleggio di strumenti tecnologici e il Family help che prevede l’erogazione di un contributo economico a sostegno della persona che lavora o è inserita in un percorso di formazione o qualificazione professionale Tra le misure che vengono gestite dal Comune di Perugia c’è l’assegno al nucleo familiare: un intervento di sostegno destinato alle famiglie che hanno almeno 3 figli minori e che dispongono di patrimoni e redditi limitati. Il contributo è di 145 euro al mese, per 13 mensilità, per un totale annuale di 1.886 euro l’anno. C’è poi il contributo affitti per le persone che pagano un canone oneroso rispetto al proprio reddito; il contributo famiglie numerose per chi ha almeno quattro figli; l’home care premium, un contributo economico mensile erogato da Inps per sostenere i costi per l’assunzione di un’assistente familiare alle dipendenze del beneficiario o di un proprio familiare che firmerà il patto socio-assistenziale. Queste azioni si sono andate ad affiancare a quelle già realizzate nell’ambito della collaborazione tra Comune, Caritas e Croce Rossa per la lotta alla povertà, come il sistema di accoglienza per persone fragili, la pronta accoglienza minori e adulti, l’accoglienza notturna dei senza fissa dimora, la distribuzione di pasti anche a domicilio. 

 

 


“Stiamo facendo un grande lavoro anche sul fronte delle case popolari, riunendo le commissioni anche in piena emergenza sanitaria - evidenzia Cicci - perché il Comune di Perugia non può permettersi di interrompere i servizi, per nessun motivo”. L’Ater dovrebbe aprire il nuovo bando a settembre. Il rapporto diocesano sulla povertà ha evidenziato come sia sempre più insostenibile l’onere degli affitti. Il 64% dei poveri dichiara di vivere in una casa in affitto da privato.
L’incidenza della povertà assoluta dipende anche dal titolo di godimento dell’abitazione in cui si vive, e la situazione è particolarmente critica per chi vive in affitto.