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Terni, ex convento San Pietro: l'Ater avvia i lavori per ricavarne case popolari per giovani coppie

Simona Maggi
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Al via il cantiere dell’ex convento di San Pietro, nel centro di Terni. L’Ater Umbria realizzerà degli alloggi per giovani coppie. Il numero di appartamenti previsto è di 12 unità per circa 24 persone, con metrature ridotte e il costo dell'intervento edilizio si aggirerebbe sui 2 milioni di euro.

Per scongiurare la realizzazione degli alloggi, è stata fatta una petizione che non è andata a buon fine. Sono state 700 le firme raccolte sul sito specializzato change.org, lanciata da Danilo Pirro.

 

La storia dell'ex convento di San Pietro inizia da lontano. Era il 2011 quando la giunta Di Girolamo nel 2011 ha deliberato la vendita all'Ater (ex istituto case popolari) dell'edificio posto con il lato principale lungo via Manassei, per trasformarlo in case popolari, ovvero in “housing sociale” per giovani coppie.

“Finalmente si apre il cantiere – spiega il presidente dell'Ater, Emiliano Napoletti - che vuole restituire, nell'ambito di un progetto co-finanziato dalla Regione Umbria, un palazzo storico alla città, che sarà destinato alle giovani coppie. L'iniziativa è assolutamente in linea con l’idea di rigenerazione urbana abbracciata e promossa da Ater, anche nell'ambito delle nuove politiche della casa”.

 

A rimanere con l'amaro in bocca è stato il consigliere comunale Michele Rossi che si è molto battuto per scongiurare la realizzazione degli alloggi per le giovani coppie.

“Rimane in me la consapevolezza di aver combattuto - spiega il consigliere Rossi - fatto di tutto per promuovere il tema attraverso atti di indirizzo, interrogazioni, petizioni e decisi confronti con assessori e colleghi che con mia meraviglia sostengono l'intervento. Convinto portavoce di tanta indignazione tra i cittadini. Su questo tema troppo spesso mi sono sentito politicamente solo ed incompreso nel palazzo. Rimane l'amaro di non essere riuscito ad evitare quello che considero un vero e proprio sfregio verso l'unica struttura monastica di origini medievali sopravvissuta alla furia dei bombardamenti del centro della città di Terni. Una scelta che è vero appartiene al passato ed è fin troppo delineata ma non da rassegnarsi al fatto che tutto questo non si possa evitare. Il sindaco Ciaurro ne voleva fare il museo archeologico della città, progetto che non prevedeva particolari stravolgimenti e che soprattutto valorizzava il bellissimo chiostro finalmente fruibile al pubblico. E invece assisteremo ad un intervento che stravolgerà l'identità di quel luogo, che porterà a trasformare un convento del 1600 in un condominio di miniappartamenti di edilizia popolare con affaccio diretto su di un chiostro medievale. A livello di proprietà al Comune rimane il piano terra che presto verrà ceduto, mettendo la pietra tombale su un intervento che doveva essere evitato”.