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Umbria, dieci associazioni insieme per il rilancio e lo sviluppo dell'economia regionale

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Le associazioni di categoria unite nel segno del rilancio e dello sviluppo. E’ stato presentato ieri, nel corso di una conferenza stampa digitale, il tavolo di coordinamento per portare a sintesi le proposte da avanzare alla Regione in vista della programmazione dei nuovi fondi strutturali 2021/2027 e dell’attuazione del Pnrr (il Piano nazionale di ripresa e resilienza). Ma anche per ridisegnare un modello di sviluppo per l’Umbria teso a favorire la crescita, a migliorare la quantità e qualità dell’occupazione e accrescere le tutele sociali e sanitarie. Senza dimenticare le indispensabili riforme della pubblica amministrazione, la riorganizzazione del servizio di trasporto pubblico e dello smaltimento dei rifiuti e la questione infrastrutturale. A illustrare il progetto è stato Renato Cesca, presidente della Cna, a nome e per conto dei presidenti delle altre associazioni firmatarie: Mauro Franceschini per Confartigianato, Carlo Salvati di Confapi, Giorgio Mencaroni della Confcommercio, Giuliano Granocchia per Confesercenti, Carlo Di Somma di Confcooperative, Dino Ricci della Legacoop, Albano Agabiti per Coldiretti, Matteo Bartolini della Cia (presente alla conferenza stampa di ieri, il direttore Alfonso Motta) e Anna Ciri, vicepresidente di Confagricoltura. L’iniziativa si chiama Insieme per innovare.

 

 

“Così, pur nel rispetto dei rispettivi ruoli, vogliamo portare il contributo del mondo delle piccole e medie imprese all’importante sforzo programmatico e semplificativo a cui sarà chiamata la Regione nei prossimi mesi - ha spiegato Cesca - avanzando proposte condivise in un momento particolarmente difficile e al tempo stesso ricco di opportunità da cogliere per introdurre finalmente nel sistema-Umbria quelle innovazioni che non si possono più rimandare. Per questo chiediamo che l’assunzione di decisioni da parte della Regione sia preceduta da un ampio confronto sul modello di sviluppo che si intende perseguire e sugli strumenti con i quali attuarlo”. Nel patto vengono individuati i principali driver per la crescita, tra cui transizione ecologica e digitale, economia circolare, formazione, internazionalizzazione, ricerca, sostegno al credito, rigenerazione urbana, infrastrutture. “Pensiamo che il confronto debba prevedere approfondimenti specifici su ciascuno di questi driver, la cui diversa combinazione potrà portare alle innovazioni che tutti auspichiamo”, ha evidenziato ancora Cesca. Snocciolando anche qualche numero: le ultime stime economiche per l’Italia prevedono un Pil in crescita del 5% nel 2021 e la possibilità di tornare ai livelli pre-Covid entro il 2022. “Per l’Umbria ci potrebbe volere più tempo a recuperare i punti di Pil persi negli anni - ha detto - Proprio per questo crediamo che il confronto sia utile e necessario per realizzare una programmazione pluriennale basata su innovazioni importanti per tutti. Su alcuni temi specifici, come quello delle infrastrutture, auspichiamo un accordo bipartisan tra le forze politiche affinché si possano adottare piani di investimento la cui attuazione sia garantita in tempi che sicuramente vanno al di là delle singole legislature”. Il coordinamento delle associazioni sottolinea ancora una volta la composizione articolata del sistema produttivo regionale. Da qui la necessità di politiche e strumenti diversificati per dimensione di impresa per sostenere la crescita di tutte le imprese che abbiano progetti innovativi.

 

 

“Questo tavolo è aperto alla partecipazione di tutte le associazioni e alla massima condivisione delle proposte - è stato deto - e nei prossimi mesi intendiamo allargare il confronto anche alle maggiori forze sindacali dei lavoratori presenti in Umbria. Perché il momento è troppo importante per rischiare di disperdere le risorse attese inseguendo interessi particolari”.