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Marsciano, "legata e imbavagliata in casa". Rapinata mentre guarda la partita di Euro 2020

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Legata ad una seggiola con dei cavi elettrici, imbavagliata e costretta a consegnare la chiave della cassaforte. Notte di terrore per una donna vittima di una rapina all’interno della propria abitazione. E’ successo nella serata di martedì, durante le ore in cui veniva trasmessa in televisione la partita della nazionale italiana a Euro 2020. Siamo in Umbria, a Marsciano in provincia di Perugia.

Il casolare dove risiede la donna, sola in casa al momento dell’incursione dei malviventi che, secondo una prima ricostruzione, sarebbero stati almeno in tre, si trova in una zona di campagna tra le frazioni di Schiavo e Papiano, non lontano dalla strada provinciale 375, che conduce verso Perugia. L’incursione nella villa è avvenuta poco dopo le 21, ma la vittima è riuscita a lanciare l’allarme solo a ridosso della mezzanotte, dopo essere riuscita a liberarsi. Ad intervenire sono stati i carabinieri di Marsciano, che dopo aver prestato i soccorsi alla donna, la quale non ha riportato lesioni ma era comprensibilmente provata, hanno effettuato i rilievi all’interno dell’abitazione e nell’area circostante, per riuscire a trovare elementi utili alle indagini.

 

 

L’immobilizzazione della vittima ha ovviamente ritardato la chiamata alle forze dell’ordine, dando la possibilità di fuga alla banda. Un’azione resa forse ancora più agevole perché compiuta in una fascia oraria in cui la quasi totalità dei residenti stava seguendo la partita. Difficile quindi anche pensare che qualcuno possa aver notato movimenti strani nelle strade circostanti, che erano praticamente prive di transito veicolare. L’accesso alla casa è avvenuto forzando la finestra della stanza in cui si trovava in quel momento la donna. E questo avvalora l’ipotesi che i ladri, avendo tra l’altro potuto notare la luce accesa, volessero proprio raggiungerla per immobilizzarla. Come hanno fatto. Viso bendato e polsi legati, per poi farsi condurre sotto minaccia di fronte alla cassaforte e aprirla. Dopodiché l’hanno lasciata bloccata alla seggiola, fuggendo. La cassaforte però era praticamente vuota e il bottino è consistito nei soli contanti trovati nel portafogli. La donna era stata vittima di un altro furto qualche anno prima e forse proprio per questo aveva evitato di tenere in casa altri oggetti preziosi. L’episodio è preoccupante anche per le modalità utilizzate. A Marsciano si ricorda un’altra azione con modalità così violente, avvenuta a marzo del 2013. In quell’occasione la famiglia vittima di rapina era stata presa in ostaggio, in un casolare di campagna non lontano dal centro e il proprietario di casa pestato dai malviventi.

 

 

 

Questo è il secondo grave episodio criminoso a distanza di sole due settimane e fa seguito all’accoltellamento tra due giovani stranieri, di cui uno finito in ospedale e l’altro accusato di tentato omicidio. Per i militari marscianesi il presidio del territorio sta diventando un’attività sempre più difficile. La stazione è stata potenziata e attualmente l’organico è di otto carabinieri. Un passo avanti rispetto al passato, ma il territorio, specialmente tenendo conto anche della dislocazione delle frazioni, è vasto e richiederebbe forse un presidio con un organico ancora maggiore. E da risolvere ci sarà forse anche il nodo del distaccamento della frazione di Spina, per la cui caserma si è parlato addirittura di una possibile soppressione.