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Umbria, la pandemia arretra e i prezzi aumentano. Rincari su spesa e bollette

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La pandemia arretra e arrivano i rincari: il prezzo della benzina lievita provocando un effetto domino. Secondo i rilievi svolti dal Mise, il prezzo medio praticato per la benzina, in modalità self, è di 1,637 euro al litro mentre quello del diesel, sempre in modalità self, è di 1,497. Per quanto riguarda il Gpl, il prezzo medio va da 0,672 a 0,683. Giulio Guglielmi, presidente Figisc Umbria Confcommercio e vicepresidente nazionale della Federazione, riferisce di aumenti consistenti: “In media parliamo di 15 euro in più, rispetto a tre mesi fa, ogni 50 litri di benzina e di 10 euro in più ogni 50 litri di gasolio”. Una vera e propria stangata sulle vacanze visto che la maggior parte delle famiglie ha deciso di spostarsi in auto. “I gestori delle pompe di benzina sono fortemente contrari a tali aumenti - evidenzia Guglielmi - Il guadagno, per noi, è calcolato al litro e non all’importo del carburante. Paradossalmente, più il prezzo del carburante aumenta, meno se ne vende e meno si guadagna”. Il prezzo attuale della benzina si compone di tre parti: il prezzo netto del combustibile, che include anche il guadagno dei gestori della pompa, le accise e l’Iva. Poi ci sono da considerare anche le addizionali regionali, inserite con apposito decreto legislativo nel 1999, attraverso le quali si dà facoltà alle regioni di apporre una propria accisa autonomia sul costo della benzina e del diesel. “L’Umbria, per fortuna, è una delle regioni che ha le addizionali più basse”, sottolinea Guglielmi. 

 

 

 

 

L’aumento del costo dei carburanti è in gran parte da attribuire alla crescita generalizzata delle quotazioni delle materie prime. Arera, l’Authority per l’energia, ha annunciato dal primo luglio i rincari per il prossimo trimestre: +9,9% per la luce e + 15,3% per il gas. In una nota viene spiegato che “il forte aumento delle quotazioni delle materie prime – in continua crescita da inizio anno per la ripresa delle economie dopo i ribassi dovuti la pandemia – nonché la decisa crescita dei prezzi dei permessi di emissione di CO2, avrebbero portato ad un aumento di circa il 20% della bolletta dell’elettricità, se il governo non fosse intervenuto con un provvedimento di urgenza per diminuire la necessità di raccolta degli oneri generali in bolletta del prossimo trimestre”. L’effetto è a cascata. L’aumento delle tariffe energetiche va a pesare non soltanto sui conti delle famiglie ma anche sui costi delle imprese e rende più onerosa la produzione e la commercializzazione in una situazione ancora fortemente condizionata dall’emergenza sanitaria. L’Unione nazionale consumatori parla di una stangata sui trasporti che equivale, per una coppia con due figli, a 238 euro in più l’anno mentre nella voce abitazione, acqua ed elettricità l’aumento medio si aggira intorno ai 219 euro. Per Coldiretti, l’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto delle famiglie che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese. E si tratta di oneri particolarmente rilevanti per l’agroalimentare, soprattutto in estate, che riguardano dai servizi di refrigerazione degli alimenti al raffrescamento di stalle e locali di lavoro oltre al funzionamento di linee di produzione e dei macchinari per la mungitura. 

 

 

 

 

Protestano le varie associazioni a sostegno dei consumatori per le quali la stangata rischia di compromettere la stagione delle vacanze. Secondo quanto rileva il Codacons, nel 2021 la spesa pro capite per una villeggiatura estiva di 10 giorni costerà in media l’11% in più, passando – considerata la spesa per spostamenti, soggiorni, servizi vari, pasti e consumazioni – dagli 898 euro del 2020 ai 996 euro del 2021, con un incremento pari a +98 euro a persona. Per il turista che arriva in Umbria, invece, poche sorprese. “Il prezzo della struttura alberghiera viene stabilito con ampio anticipo e non si cambia in corso d’opera - evidenzia Michele Benemio, alla guida dell’Unione ristoratori e albergatori del Trasimeno e presidente di Cna Umbria Turismo - Alcuni baristi e ristoratori, invece, si sono visti costretti a ritoccare qualcosa”. Matteo Fortunati, presidente regionale Assoturismo, spiega che i rincari non hanno inciso a livello territoriale. “Gli aumenti sono inevitabili, invece, per chi prenota un intero pacchetto, comprensivo di spostamenti - spiega - In quel caso, un + 20/30 per cento è purtroppo inevitabile ma non dipende dalle strutture ricettive del territorio umbro che invece, nonostante tutto, hanno assolutamente mantenuto stabili i prezzi ”.