Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Amelia, falsi certificati per gli immigrati. Condannato ex comandante della polizia locale

  • a
  • a
  • a

Ha patteggiato tre anni di reclusione, senza la sospensione della pena, l’ex comandante della polizia locale di Amelia, ora in pensione, il 68enne Pasquale Fieri. Doveva rispondere del reato di falso per avere chiuso entrambi gli occhi per attestare la residenza anagrafica di alcuni stranieri così da permettere loro di chiedere il ricongiungimento dei familiari. Il reato è stato contestato dalla Procura della Repubblica di Terni, a seguito dell’accurata indagine condotta dai carabinieri del nucleo operativo della compagnia di Amelia, coordinati dal capitano Raffaele Maurizi. Un’inchiesta delicata quella messa in campo dall’Arma amerina, non priva di difficoltà ed eseguita con la dovuta discrezione ed equilibrio. Indagine che ha fatto emergere una realtà su cui ci sono, tuttavia, ancora delle domande aperte. L’udienza che ha visto ratificare il patteggiamento - concordato fra la difesa di Fieri e il sostituto procuratore Marco Stramaglia - si è tenuta nei giorni scorsi di fronte al Tribunale di Terni (giudice Simona Tordelli).

I fatti risalgono alla primavera del 2019, quando l’indagato, in veste di pubblico ufficiale, aveva redatto svariati verbali di accertamento anagrafico, risultati falsi, in favore di cittadini extracomunitari. In pratica l’ex comandante della municipale dichiarava falsamente, secondo l’accusa, di aver controllato, e quindi riscontrato, l’effettiva residenza di alcuni immigrati ad Amelia. Questi ultimi, dopo aver affittato immobili nella cittadina umbra, chiedevano, ottenendola celermente, la residenza anagrafica, raggiungendo così il fine ultimo di presentare istanza di ricongiungimento familiare presso la Prefettura di Terni. Le indagini dell’Arma amerina e della Procura di Terni hanno consentito di accertare come l’ex capo dei vigili urbani nelle date degli accertamenti si trovasse altrove. L’impulso all’attività di indagine, oltre che dall’attività informativa espletata dal nucleo operativo dei carabinieri di Amelia, veniva fornito proprio dai vertici dell’amministrazione comunale di Amelia, i quali, anche in sede di comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di quel periodo, avevano rappresentato la crescita esponenziale delle richieste di residenza anagrafica, aventi quale scopo il ricongiungimento familiare successivamente decretato dalla Prefettura. Veniva inoltre accertato che i cittadini extracomunitari, per la quasi totalità provenivano anagraficamente da Roma.

Questi ultimi confidavano nella rapidità dell’esecuzione della pratica amministrativa da parte della polizia locale di Amelia, non oberata come quella dei grossi centri urbani. Fra i temi ancora aperti, il motivo per il quale, come accertato dagli inquirenti, l’ex comandante della polizia locale amerina dichiarasse falsamente di aver verificato l’effettiva residenza degli stranieri negli immobili in questione. E se altri fossero a conoscenza di tale modalità operativa. L'imputato è a piede libero in attesa che si completino tutti i gradi di giudizio.