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Crollo della diga di Montedoglio, nuova assoluzione per gli imputati

Davide Gambacci
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Crollo della diga di Montedoglio. Assoluzione bis per gli imputati. La Corte di appello di Firenze ha confermato la linea della sentenza di primo grado, quella pronunciata nel luglio 2018, quando l'allora giudice Giulia Soldini aveva assolto l'ingegner Stefano Cola, tecnico di Ente acque umbre toscane che si occupava delle fasi di collaudo, e l’architetto Diego Zurli che in quel periodo ricopriva il ruolo di direttore dell’ente. L'ente era difeso in aula dall'avvocato Luca Fanfani, mentre il collega Piero Melani Graverini era il difensore dei due imputati. Una questione che ha tenuto impegnata la Procura di Arezzo per undici anni.  Procura generale che aveva chiesto invece la condanna degli imputati.

 

 

Una discussione in aula che ha puntato molto l'attenzione sulla relazione di 60 pagine redatta dal perito nominato dalla Corte di Appello di Firenze, l'ingegner Sossio Del Prete, che evidenziava come il concio 9 della diga di Montedoglio era “condannato” a crollare per un vizio di origine per i gravi errori di progettazione e di costruzione nel periodo a cavallo tra il 1979 e il 1980 relativi al muro di sfioro. Ci fu una mancata attenzione in fase di realizzazione che “ha minato in maniera occulta e irreparabile la sicurezza della struttura” per una “errata realizzazione della ripresa di getto, tra la parete e la struttura di fondazione”. E non era possibile, dice il perito, scorgere segnali premonitori di ciò che sarebbe successo sotto la spinta dell’acqua: proprio per questi motivi l'architetto Zurli e l'ingegner Cola vennero assolti già tre anni fa. Secondo il tribunale le varie responsabilità sarebbero quindi state di chi progettò e costruì l'invaso; tutti soggetti che oggi sono deceduti. Nel processo anche l'Eaut era stato citato come responsabile civile da uno dei danneggiati.

 

 

 

E' quindi stata pronunciata la parola fine a una vicenda che ha fatto tremare l'intera Valtiberina Toscana e tutta la parte umbra poiché le conseguenze potevano essere ben più gravi. Il tutto si concluse con qualche allagamento e un grande spavento per la popolazione. Evento del tutto inatteso quello che si consumò a fine dicembre del 2010, anche perché solamente gli addetti ai lavori erano al corrente che in quel periodo per Montedoglio era in corso il collaudo finale. Purtroppo mai superato.