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Perugia, prostituta rapinata dalla baby-gang: interrogati i maggiorenni

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Sono stati interrogati ieri dal Gip, Natalia Giubilei i tre ragazzini, appena maggiorenni arrestati il 23 giugno scorso per aver rapinato una prostituta di 43 anni nella sua abitazione di Ponte San Giovanni. Dei tre, due hanno risposto alle domande del gip, mentre un terzo si è avvalso della facoltà di non rispondere.

 


 Hanno risposto alle domande del giudice, in particolare, il ragazzo che ha contattato la donna e ha avuto un rapporto sessuale con lei. Il giovane che mentre andava via ha fatto entrare i complici nell’appartamento della vittima. Secondo l’avvocato del ragazzo, Silvia Serangeli, per lui si renderebbe necessaria una riqualificazione del reato non avendo lui partecipato alla rapina. Al termine dell’interrogatorio, l’avvocato ha chiesto la revoca della misura cautelare degli arresti domiciliari. L’altro ragazzo che ha fornito collaborazione al giudice, è stato il palo. Il giovane, difeso dall’avvocato Diego Ruggeri, avrebbe dato la sua spiegazione dei fatti al giudice, senza chiedere la revoca della misura cautelare.

 

Il terzo invece si è avvalso. Si tratta di un italiano e due ragazzi con cittadinanza italiana di origine straniera. Tutti classe 2002. Altri due minorenni, su disposizione del giudice dei minori, Giuseppina Arcella, sono stati portati in una comunità in Toscana. Un terzo è stato denunciato. Sono proprio loro che materialmente hanno rapinato la 43enne. Hanno pianificato tutto in pochi minuti: uno di loro è andato in un negozio cinese di Ponte San Giovanni e lì ha comprato fascette, nastro adesivo, bandana per coprirsi in faccia, un altro ha contattato la donna tramite un sito di incontri e ha preso un appuntamento con lei. Quando lui esce in complici entrano. La vittima, terrorizzata, è stata derubata di 450 euro. I militari di Ponte San Giovanni, tramite testimonianze, riconoscimenti e oggetti repertati, ha stretto il cerchio sui sei giovani.