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Blind e il libro Cicatrici: "Sono un buono, non un santo". L'uso di droghe e l'infanzia complicata

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"Quando ho smesso di fare uso di droghe ho iniziato a capire che valevo qualcosa, stavo meglio fisicamente e mentalmente, ragionavo di più, ero più a contatto con le persone, vuol dire tanto non è una banalità". Lo dice Blind, all'anagrafe Franco Popi Rujan, il rapper nato a Perugia che con il brano Cuore Nero ha scalato le classifiche della musica italiana dopo il terzo posto a X Factor 2020. Ora ha scritto il libro "Cicatrici" in cui racconta la sua difficile gioventù "per raccontare tutte le debolezze, tutte le paure”. “Più che una rinascita, questa è una rivincita, un riscatto da tutto quello che ho passato”, sottolinea l’artista in una intervista rilasciata a Sky.

 

 

La prima copia con dedica a Emma, giudice di X Factor e mentore nel suo percorso nel talent andato in onda su Sky. L'ultima, quella più recente, ad Alesssandro Cattelan il "capitano" per dieci anni di X Factor: "Dopo avermi premiato non potevo mandarti la mia storia per iscritto. Grazie di tutto". "Mai mi sarei aspettato di fare un libro e poi sulla mia storia… però ho imparato che usare i propri errori per un tuo sogno vuol dire tanto, perché la sincerità viene sempre apprezzata” ha raccontato sempre a Sky.

 

 

"Io non ho mai detto di essere un Santo. Però sono un buono. Questo sì, ci potete giurare. E prima di condannarmi vi chiedo solo di farvi un miglio nelle mie scarpe, come cantava quel tizio. Vi ci porto io, se volete. Sono scarpe strette, vi avviso, scomode. Se vi faranno male ai piedi... Be', vaffanculo: sono le scarpe che io ho dovuto portare per diciotto anni. Non voglio difendermi, pararmi il culo, fare la vittima, accusare gli altri di errori che ho fatto io. Voglio solo raccontare la mia storia. Senza cazzate, senza nascondere nulla. Solo la verità, se avete la pazienza di ascoltarla" l'introduzione del libro di Blind. La verità nuda e cruda.