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Scontro Conte-Grillo, in Umbria M5s diviso. Pavanelli e De Luca contro il fondatore

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Alessandro Antonini
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Lo scontro Conte-Grillo divide gli esponenti di spicco dei 5 stelle in Umbria. I papaveri del Movimento prendono posizione sui social. Si espongono quelli a favore dell’ex premier. Resta in silenzio una buona parte. Nessuno si schiera apertamente per il comico fondatore. Apre le danze la senatrice Emma Pavanelli, che condivide la riflessione del capo politico ad interim Vito Crimi. Il nodo è la votazione su Rousseau della proposta di rilancio del movimento partorita da Conte. Crimi dice a chiare lettere di non concordare con la decisione di Grillo.

E’ lo stesso Crimi ad dover autorizzare il voto su Rousseau e dopo il dicktat di Grillo in questo senso ha dichiarato che sta ragionando se restare nel M5s. Più netto della crimiana Pavanelli è il capogruppo in Regione, Thomas De Luca. “Quello che sta succedendo all’interno del Movimento è insostenibile”. Il riferimento è al ministro proposto da Grillo, Cingolani, che ha inserito nel piano semplificazioni nuovi inceneritori. “Rinnega uno dei pilastri del M5s”, attacca De Luca. Che conclude così: “Ho bisogno di tempo per capire, per riflettere, per fare le giuste valutazioni ma la pazienza ha un limite e io quel limite l’ho superato”. Un De Luca evidentemente antigrillino. Quindi nel gioco delle parti automaticamente contiano. Ecco che si palesa il gruppo umbro vicino al professore in chiave anti governo. Lo mette bene in evidenza con una battuta Luca Simonetti, già capogruppo M5s a Terni. “Quindi Draghi è grillino e Conte no?”. I grillini rimasti fedeli per ora non si espongono. In parlamento Tiziana Ciprini tace - come le consigliere perugine Tizi e Morbello - mentre Filippo Gallinella con un post ecumenico spera in una riconciliazione.

“Io sono per fare e non per sfasciare.  Il Paese ha bisogno di serietà e sobrietà e ci sono tante persone fuori dal Parlamento che la pensano come me”. Concetti che sembrano ricalcare la linea grillina di appoggio al governo Draghi. Dunque a voler sfasciare sarebbe Conte e chi lo appoggia.