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Campello sul Clitunno, controlli al mercato dell'antiquariato: denunce e sequestri

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 Tre ambulanti denunciati e circa seimila euro di merce sequestrata. Questo il bilancio dei controlli compiuti dai carabinieri forestali al mercato dell'antiquariato di Pissignano (nel comune di Campello sul Clitunno) dove sono scattati i sigilli sia su una ventina tra statue e collane realizzate in avorio che su 39 coltelli.
In particolare, un commerciante residente nella provincia di Viterbo deve rispondere dell'accusa di commercio illegale di esemplari tutelati dalla convenzione di Washington, che protegge specie di fauna e flora a rischio estinzione.

 

 

L'ambulante proveniente dal Lazio, infatti, è stato trovato in possesso di manufatti di avorio sistemati sul banco e quindi posti in vendita malgrado siano, all'esito degli accertamenti, risultati tutti sprovvisti della documentazione che ne legittima la vendita. La commercializzazione di gioielli o altri oggetti realizzati in avorio è sempre vietata anche se esistono deroghe concesse dalla autorità competente nel caso in cui il manufatto dovesse ottenere il riconoscimento di “antico” oppure se acquistato prima dell’entrata in vigore della convenzione di Washington, efficace dal primo luglio del 1975. Ma i venti pezzi sequestrati all'ambulante della provincia di Viterbo, che per i carabinieri forestali hanno un valore complessivo stimato intorno ai cinquemila euro, non rientravano in nessuna di queste eccezioni e sono stati sequestrati, mentre il commerciante è stato denunciato alla procura della Repubblica di Spoleto, che ora procederà a suo carico per commercio illegale di esemplari tutelati.

 

 

Devono invece difendersi dall'accusa di vendita di armi senza la licenza del questore due perugini che sul banco del mercato dell'antiquariato di Pissignano avevano sistemato 39 coltelli di varie dimensioni e modelli, ma tutti privi della licenza del questore, che è invece obbligatoria in base al Testo unico sulle leggi di pubblica sicurezza.
Anche in questo caso la merce è stata sequestrata dai carabinieri che ne hanno stimato il valore intorno al migliaio di euro.