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Perugia, al carcere di Capanne mancano 39 agenti

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La pandemia ha stravolto anche la vita in carcere nell’anno appena trascorso. Ne hanno dato conto ieri il direttore del carcere di Capanne, Bernardina Di Mario e il comandante del corpo di polizia penitenziaria dell’istituto circondariale. Per questo Brillo ha rivolto “ un ringraziamento a tutto il personale di polizia penitenziaria che in questo lungo periodo di pandemia ha assicurato la continua presenza in servizio, con grande sacrificio, competenza ed abnegazione”, ieri mattina in occasione della cerimonia per la celebrazione del 204esimo anniversario della Fondazione del Corpo. La direttrice, Di Mario, ha parlato di “meravigliosi esempi di grandissimo coraggio, generosità e spirito di sacrificio non comuni” offerti dagli agenti .

 

“Grazie al comune impegno, questa grande squadra - ha detto Di Mario- composta da donne e uomini straordinari, ha saputo muoversi, con la consueta umanità, all'interno di un quadro normativo complesso e lungo un percorso disseminato di difficoltà ed ostacoli, individuando soluzioni efficienti e funzionali che hanno permesso di fronteggiare tutte le criticità, prevenendo la diffusione del virus all'interno dell'istituto”. Brillo ha ricordato la creazione di un’intera sezione dedicata all’isolamento precauzionale all’interno del reparto femminile che ha permesso di contenere un cluster che si era originato e risolverlo in 20 giorni.
Momento toccante quello riservato alla commemorazione della prematura scomparsa del sovrintendente, Massimo Rossi. La direttrice Di Mario, dopo aver abbracciato la moglie e la figlia dell’agente della polizia penitenziaria morto di Covid, ha annunciato di aver chiesto al dipartimento di intitolargli la caserma locale dell’istituto di Capanne. 
Di Mario ha parlato di Rossi definendolo “un uomo intelligente, serio e riservato che ha sempre offerto all'amministrazione prestazioni di elevato spessore”. 

 


E’ stato poi il comandante Brillo ad annunciare che a breve verrà consegnato il repartino detentivo all’ospedale di Perugia e a fornire qualche numero: uno su tutti quello dell’ormai strutturale carenza di uomini. Sui 248 previsti per Capanne ne sono presenti 209 e di questi 18 fanno parte del nucleo traduzioni. Brillo ha poi parlato dei risultati delle attività effettuate nell’anno appena trascorso: 125 denunce, tre arresti in flagranza, due esecuzioni di mandato di arresto europeo, 5 ordinanze notificate in carcere, 22 ordini di esecuzione, 18 costituzioni in carcere, 8 notifiche di esecuzione di provvedimenti di pubblica sicurezza, 22 sventati suicidi, 10 telefoni cellulari rinvenuti, 9 sequestri di droga e 4 perquisizioni generali. Il nucleo traduzioni ha infine effettuato 870 traduzioni, di cui 421 per motivi sanitari. In calo i detenuti: dai 410 di dicembre 2019 sono attualmente 353.