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Perugia, amministratore di condominio ruba 30 mila euro degli inquilini: a processo

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In tribunale

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I condòmini pensavano di aver versato quanto era stato chiesto loro di pagare per saldare i conti delle bollette del gas per il riscaldamento centralizzato che c’era in quel condominio di San Girolamo. E invece, anni dopo, è emerso che in realtà, tutti quei soldi - si parla di oltre 30 mila euro - erano stati sottratti e intascati dall’amministratrice di condominio. Ed è proprio per questo motivo che, nei giorni scorsi, la donna è stata rinviata a giudizio dal giudice per l’udienza preliminare di Perugia, Natalia Giubilei. L’accusa da cui si dovrà difendere è appropriazione indebita. Gli episodi, messi in fila dalla Procura di Perugia, si riferiscono nel periodo di tempo che va dal 2015 al 2017. In quel lasso di tempo sono state 12 le fatture emesse dalla Unogas Umbria Spa che sono rimaste insolute. 

 

Ed è proprio perché rimaste insolute che la magagna ha preso a venire a galla. A quel punto sono scattate tutte le indagini del caso fino ad arrivare alla richiesta di rinvio a giudizio e alla recedente decisione del gup. Per la donna, difesa dall’avvocato Daniele Federici, il processo inizierà a dicembre 2022. 
In particolare, nel capo di imputazione vengono riportate tutte le fatture rimaste insolute e vanno dai 4.925 euro a poche centinaia di euro. La donna è accusata di essersi appropriata delle quote versate dai condomini e averle utilizzate per scopi personali. 

 


Lunghissima la lista di amministratori, avvocati, commercialisti, broker che negli anni hanno sottratto denari ai clienti o ai datori di lavoro e sono finiti alla sbarra per appropriazione indebita. E’ recente la sentenza del tribunale di Terni in cui un broker accusato di truffa per aver gestito in maniera illecita i soldi dei suoi clienti facendo credere loro di aver fatto buoni investimenti quando invece era il contrario. Lo aveva fatto redigendo falsi report. Ha patteggiato a due anni con pena sospesa e 1.800 euro di multa. Due anni fa per una commercialista denunciata da una trentina di clienti scattò la prescrizione. Nessun ebbe un centesimo di risarcimento.