Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Orvieto, marito e moglie morti per il terremoto di Amatrice del 2016. C'è un rinvio a giudizio

  • a
  • a
  • a

Ci sarà un processo per il crollo dell’Hotel Roma di Amatrice, accaduto in occasione del terremoto del 24 agosto 2016. Tra le sette persone morte sotto le macerie dell'albergo di via Bastioni, anche la coppia di orvietani Matteo Gianlorenzi e Barbara Marinelli, maestra d'asilo e commerciante, che avevano rispettivamente 44 e 42 anni.

A loro è stata intitolata la sala operativa unica della funzione associata dei 20 Comuni dell'area interna sud-ovest Orvietano della protezione civile, d'intesa con l'associazione “3.36 per Barbara & Matteo” che porta avanti azioni di volontariato per continuare a raccogliere fondi da investire, secondo criteri di massima trasparenza, in attività a scopo benefico, per le zone terremotate e per la città. Inizialmente fissata per il 25 marzo, a quasi cinque anni dal sisma, l'udienza preliminare presso il Tribunale di Rieti ha avuto luogo soltanto giovedì 24 giugno e ha visto rinviare a giudizio l'unico imputato, ovvero il progettista e direttore dei lavori, oggi 83enne, accusato di essere tra i responsabili del crollo dell'albergo.

Come indicato dai pm, Lorenzo Francia e Rocco Gustavo Maruotti, nella richiesta di rinvio a giudizio, quest'ultimo “non impediva l’utilizzo della struttura ricettiva e poi il crollo”. I lavori, relativi alla ristrutturazione e all’esecuzione di una variante alla struttura dello storico hotel, furono eseguiti nel lontano 1975. Secondo l’accusa, l'83enne avrebbe compiuto “delle azioni colpose commissive e omissive sia in fase progettuale che in fase esecutiva”. Nella richiesta di rinvio a giudizio sono citati, inoltre, altri soggetti che potrebbero aver concorso al crollo della struttura che nel frattempo sono deceduti. Il consulente tecnico incaricato dai pm per far chiarezza sul crollo, l'ingegnere Antonello Salvatori, nella sua perizia sottolinea che “l’edificio è collassato a causa di carenze e violazioni di legge sia in fase progettuale che esecutiva”. Evidenzia, infatti, che i pilastri del piano rialzato, “sottodimensionati e non saldamente vincolati alle travi, sotto la spinta sismica, anche a causa della bassa resistenza del calcestruzzo, abbiano raggiunto il punto di rottura e siano crollati”. L’imputato affronterà ora il processo. La prima udienza è fissata per il prossimo 14 ottobre.