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Concorsopoli, il gup che ha condannato Duca: "Neanche un concorso regolare"

Emilio Duca

Fra. Mar.
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“Colpisce in particolar modo che nessuna delle selezioni monitorate nel corso dell’indagine sia stata svolta in modo regolare”. Lo scrive il gup, Lidia Brutti nelle 290 pagine di motivazioni alla sentenza di condanna nei confronti dell’ex direttore generale del Santa Maria della Misericordia di Perugia. L’ex manager, che ha avuto una pena di tre anni in abbreviato, è adesso imputato anche nel processo con rito ordinario in cui sono imputati anche la ex governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini, l’ex segretario regionale del Pd, Gianpiero Bocci e, tra gli altri, l’ex assessore alla sanità, Luca Barberini. Nelle motivazioni, il giudice Brutti. parla di “schema operativo collaudato e ripetitivo che vede il direttore generale (Duca, ndr) e il direttore amministrativo (Maurizio Valorosi che ha patteggiato due anni, ndr) fare in modo, con l’ausilio dei presidenti o componenti delle commissioni esaminatrici (composte da funzionari fidati o talvolta individuati mediante sorteggi pilotati), che i candidati interessati dalle segnalazioni (sovente frutto di sollecitazioni eterogenee e non senza difficoltà, composte dal direttore generale, Duca in una sorta di equilibrio instabile) apprendessero in anticipo gli argomenti oggetto delle prove scritte e orali, o pratiche (quando non addirittura gli specifici quesiti predisposti per l’estrazione) e ricevessero valutazioni il più possibile favorevoli a seconda della tipologia di concordo, dei titoli e delle prove sostenute) in modo da consentire loro di conseguire il posto messo a concorso o di collocarsi in graduatoria in una posizione utile per l’assunzione”.

 


Secondo il giudice, la cui sentenza è stata depositata nei giorni scorsi, “le indagini svolte hanno delineato un quadro probatorio sostanzialmente inattaccabile, in relazione alla intervenuta alterazione, nell’arco di alcuni mesi, di molteplici concorsi e selezioni diretti all’assunzione di personale attraverso una prassi connotata dal condizionamento ad opera, principalmente del direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia e del direttore amministrativo, Maurizio Valorosi, allo scopo di dare una concreta attuazione alle segnalazioni proveniente da esponenti politici e istituzionali (in particolar modo dai vertici della sanità umbra) in relazione a determinati candidati da favorire di volta in volta”.

 

 


“Il quadro finale emerso - conclude il gup - è quello di una sistematica manipolazione dei concorsi pubblici banditi dall’Azienda sanitaria di Perugia asservita a logiche clientelari in modo consequenziale alla dipendenza contrattuale del dg, Emilio Duca( e indirettamente di quelle dei dirigenti da questi nominati come Valorosi e Pacchiarini) dagli interessi dei vertici regionali”.