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San Gemini, inaugurato il Grand Hotel. Palazzo Santacroce ritorna al suo antico splendore

Antonio Mosca
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Nell’Umbria segnata dalla crisi per l'emergenza Covid c’è anche chi investe e crea nuovi posti di lavoro. E’ quanto sta facendo l’imprenditore Antonio Tacconi con il Grand Hotel San Gemini, inaugurato nel corso della serata di venerdì 18 giugno nella suggestiva cornice della piazza del duomo della città termale. Dopo un lungo e capillare intervento di restauro il settecentesco palazzo Santacroce, che per anni ha ospitato l’albergo Duomo, è tornato al suo antico splendore e ha aperto le porte ai suoi ospiti.

“E’ un progetto ambizioso che - spiega Tacconi - abbiamo portato avanti con coraggio ed entusiasmo in questo angolo di Umbria che merita di essere valorizzato e conosciuto in tutto il mondo”. Un restyling che l’imprenditore ha seguito da vicino curandone ogni minimo dettaglio. “Sono molto soddisfatto - afferma - di quanto è stato realizzato e devo dire che la nostra idea imprenditoriale è stata accolta con favore anche dalla comunità e dalle istituzioni locali. A regime andremo a creare 25 posti di lavoro, stagionali compresi, tra il Grand Hotel e la nuova piscina esterna che sarà inaugurata nelle prossime settimane”. L’antico palazzo nobiliare, con i suoi saloni affrescati, è suddiviso in 30 camere di varie dimensioni con comfort adeguati a un target di lusso.

Complessivamente potrà accogliere fino a 74 ospiti. E il ristorante, così come la terrazza all’aperto, sarà a disposizione anche degli ospiti esterni. In programma per l’autunno c’è la realizzazione di una Spa interna al Grand Hotel a quattro stelle sul modello di Vallantica, altra creatura dell’imprenditore ternano. Tacconi, che si era aggiudicato il Teatro Sociale di Amelia prima che lo Stato esercitasse il diritto di prelazione. è impegnato in numerose attività sia in Italia che all’estero sul fronte delle strutture ricettive e del collezionismo d’arte. E proprio per questo considera la Galleria degli affreschi del Grand Hotel (nella foto) il suo fiore all’occhiello e intende esporre nella struttura quadri di autori particolarmente quotati. La visita al palazzo Santacroce è una full immersion nella storia e infatti la nuova proprietà si è avvalsa della collaborazione della Università Roma Tre nell’ambito della collaborazione con il Comune di San Gemini, promossa dal gruppo Tacconi-Ottelio con apposte borse di studio.