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Turismo in Umbria, per Cna il cuore verde tra le mete più quotate del week end

Alessandro Antonini
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C’è l’Umbria tra le destinazioni italiane più quotate nel primo vero week end a livelli pre Covid. Lo rileva uno studio nazionale di Cna, svolto tra i suoi associati. Oggi e domani le attività extralberghiere fanno il pieno. E la stessa tendenza è attesa per la fine di giugno e il mese di luglio. Cna stima pernottamenti fuori casa per due milioni di turisti in tutta Italia in “questo primo fine settimana pre pandemico”. In parte approderanno (o sono già approdati) nel cuore verde. Se è vero che le spiagge tirano sempre di più, stavolta anche laghi, colline e città d’arte “faranno allo stesso modo il pieno”. “Gli appassionati di mare, colline, fiumi e laghi affolleranno le mete turistiche più ambite di Lombardia, Piemonte, Trentino, Abruzzo e Umbria”, fa sapere Cna in una nota.


Emilia Romagna, Lazio, Sicilia, Toscana e Veneto sono “le regioni con spiagge pronte a calamitare il maggior numero di turisti”, continua il centro studi dell’associazione di categoria “ma proprio questo fine settimana boom porterà i viaggiatori che non troveranno posto nelle strutture ricettive sul mare a pernottare anche in località più lontane, nei pressi di borghi e città d’arte”. Umbria compresa. Su due milioni di turisti la stragrande maggioranza (circa 1,7 milioni) saranno viaggiatori domestici. Ma tornano a fare capolino anche i vacanzieri stranieri: si stimano in più di 300mila i turisti provenienti da oltre confine debitamente forniti della certificazione da cui risulta che si sono sottoposti a tampone molecolare o antigenico con esito negativo entro 48 ore al massimo dal loro ingresso nel nostro Paese.

Conferma la stima Matteo Fortunati, presidente regionale di Assoturismo. “Agriturismi, bed&breakfast e case in affitto con piscina sono al top delle prenotazioni”, spiega. “Campagna, isolamento e piscina sono la ricetta che va per la maggiore in Umbria. In alcune aree l’occupazione è al 100%. Bene il Lago, cresce con più difficoltà Assisi, che soffre l’assenza dei grandi flussi pre Covid di stranieri”, conclude Fortunati.