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Sagre in Umbria, trovato l'accordo: fissato il limite di sei giorni consecutivi

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Alessandro Antonini
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Sagre sì ma non potranno durare più di sei giorni. Rispetto ai limiti fissati con l’ordinanza dello scorso anno - di quattro giorni - si è raggiunto un compromesso “al rialzo” che, in questa fase, mette d’accordo ristoratori e pro loco.
L’intesa è stata raggiunta dopo gli incontri e le telefonate avvenuti tra Regione, Fipe (Federazione dei pubblici esercizi) e Unpli, Unione delle pro loco, da lunedì fino a ieri. 


Al momento sono 21 le sagre e feste paesane iscritte al calendario regionale. 
La prima, la festa dei patroni Pietro e Paolo a Pozzuolo di Castiglione del Lago, dovrebbe prendere il via il 26 giugno e concludersi il 29 dello stesso mese. C’è poi il caso di Guarda dove sono state programmate quattro diverse feste da quattro giorni per non incorrere in riduzioni. Ma la prima vera grande manifestazione da nove giorni, e che quindi dovrebbe subire un taglio di tre, è la sagra della granocchia di Capanne in programma dal 2 all’11 luglio. Per la data di inizio è atteso quindi un atto regolatorio della giunta regionale, un’ordinanza ad hoc. Che potrebbe arrivare già dai prossimi giorni. Nel dispositivo l’Umbria dovrà decidere se mantenere o meno l’obbligo delle mascherine Ffp2 al chiuso, ad esempio, e su questo è atteso un confronto in Conferenza Stato Regioni. 
Entrando nel dettaglio dell’intesa, le sagre dureranno appunto sei giorni consecutivi, con un solo week end. Così fino alla fine dello stato di emergenza. Che scade il 31 luglio ma il governo Draghi ha fatto trapelare che verrà prorogato.


I protocolli antiCovid da applicare sono quelli già approvati a livello nazionale. Al momento in zona bianca non ci sono regolamentazioni per sagre e feste popolati. La Regione aveva espresso la volontà di applicare le regole del 2020, con limite di quattro giorni, ma questo aveva di fatto bloccato le sagre. Delle 370 organizzati prima della pandemia da parte di 240 pro loco e altre associazioni sul territorio, hanno infatti dato l’ok in 21. Dall’altra parte bar e ristoranti hanno sempre continuato a chiedere limitazioni stringenti. Finanche la modifica in senso restrittivo della legge regionale di settore. Palazzo Donini, con l’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni, ha mediato allungando di due giorni rispetto alle norme dell’anno precedente.