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Intitolata via davanti alla questura di Perugia a Petri, agente vittima delle Br

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Alessandro Antonini
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Si è svolta martedì mattina l’intitolazione della via davanti alla questura al sovrintendente capo Emanuele Petri, medaglia d’oro al valor civile, barbaramente ucciso durante un’attività di controllo dale Brigate Rosse. La cerimonia, con targa commemorativa scoperta, si è svolta alla presenza del capo della Polizia e direttore generale della pubblica sicurezza, Lamberto Giannini.

Per Giannini, Petri “incarna i valori della polizia”. Presenti anche tutti i vertici delle forze dell’ordine e delle istituzioni. Dal questore Antonio Sbordone al sindaco Andrea Romizi, passando per la governatrice Donatella Tesei. Non è mancato un passaggio sull’impegno della polizia sui vari fronti, compreso quello della movida violenta. Ma la cerimonia è stata tutta dedicata a Petri. Il 2 marzo del 2003, il sovrintendente Petri è impegnato, assieme a due colleghi, Bruno Fortunato e Giovanni Di Fronzo, nel servizio su un treno della tratta Roma-Firenze.

Poco prima della stazione di Castiglion Fiorentino, Petri e i suoi colleghi richiedono i documenti ad un uomo e ad una donna con fare sospetto. L’uomo estrae una pistola e la punta al collo di Petri, intimando ai suoi colleghi di gettare le armi. Uno dei due agenti obbedisce, nonostante ciò, l’uomo non esita a sparare: Petri muore sul colpo. Spara anche all’altro agente ancora armato che risponde al fuoco ferendo l’assalitore che muore in ospedale: si tratta di Mario Galesi. La donna, invece, dopo una colluttazione viene bloccata: è Nadia Desdemona Lioce. Sono pericolosi terroristi appartenenti alle Brigate Rosse responsabili, tra l’altro, degli omicidi di Massimo D’Antona e Marco Biagi. Il materiale rinvenuto sul treno permetterà agli investigatori di arrestare le nuove Br. Presenti alla cerimonia la moglie ed il fratello del poliziotto. Presente anche il presidente dell’associazione Emanuele Petri. Solennità e commozione nelle parole della familiare, Patrizia Mattei, sostituto procuratore a Spoleto. Si è chiuso con la benedizione del cardinale Gualtiero Bassetti.