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Umbria, maturità al via per 7.444 studenti. Lo psicologo: "Anno difficile ma il rendimento scolastico non è stato compromesso"

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Comincia oggi l’esame di Stato per 7.444 studenti, secondo i numeri ufficiali forniti dal Miur, 5.667 della provincia di Perugia e 1.777 della provincia di Terni. L’esame, nella forma di un’unica prova orale, sarà in presenza con obbligo di mascherina - che deve essere di tipo chirurgico - e distanziamento di almeno due metri tra candidato e commissione. Ogni giorno possono essere interrogati non più di cinque candidati ed è consentito un solo accompagnatore per ognuno. Le commissioni sono composte da sei docenti interni più un presidente esterno, 173 in totale quelli individuati per l’Umbria. Durante la prova ciascun candidato presenta l’elaborato che ha scelto di portare, dopodiché il colloquio prosegue con la discussione di un testo di italiano e con l’esame dell’intero percorso multidisciplinare.

 

 

Quest’anno la commissione dovrà tenere conto anche di un curriculum dello studente in cui sono state inserite anche eventuali certificazioni linguistiche, attività extrascolastiche e qualsiasi altro documento utile. Il voto finale è espresso in centesimi ed è il risultato della somma dei punteggi attribuiti al colloquio, per un massimo di 40 punti e di quelli acquisiti per il credito scolastico per un massimo di 60 punti. La commissione, all’unanimità, può decidere per la lode. Una notte prima degli esami insonne per centinaia di ragazzi.

 

 

 

“A ridosso dell’esame di maturità una quota di ansia non solo è fisiologica ma può anche aiutare a migliorare la performance - spiega David Lazzari, presidente dell’Ordine degli psicologi - Ma quest’anno, in considerazione dell’anno scolastico particolare per l’emergenza sanitaria, l’esame è stato semplificato, quanto meno nelle modalità, proprio per far sì che potesse essere affrontato in maniera più serena. Gli stessi docenti dovranno tenere conto della condizione di disagio con cui sono state seguite molte lezioni. Detto questo - continua Lazzari - sono convinto che le ripercussioni dovute al particolare momento che i ragazzi si sono trovati ad affrontare per l’emergenza sanitaria, con tutte le restrizioni loro imposte, saranno più evidenti nella vita di tutti i giorni piuttosto che a livello di rendimento scolastico, più nella vita relazionale che in quella più prettamente legata all’apprendimento e alla scuola nel suo complesso”.