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Terni, Umbria Jazz 2021: si lavora al ritorno dei concerti in città, nei locali del centro

Maria Luce Schillaci
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Umbria Jazz 2021 verso il ritorno a Terni. Dopo lo stop dettato dalla pandemia, si preannunciano nuove possibili date ternane per l’importante kermesse. Lo staff organizzativo sta infatti lavorando per inserire di nuovo Terni nel cartellone degli eventi targati UJ.

Lo conferma al Corriere lo stesso patron di Umbria Jazz, Carlo Pagnotta, che la scorsa settimana è arrivato in città per un confronto con il vicesindaco e assessore alla Cultura, Andrea Giuli: “Lavoriamo per il ritorno di Umbria Jazz a Terni – dice - in questi giorni si sta ragionando su vari aspetti organizzativi”.

 

Pagnotta di fatto sta lavorando su Terni grazie anche agli scambi relazionali intrapresi già da tempo con la Fondazione Carit che nelle passate edizioni ternane, nel periodo pasquale, ha finanziato l’evento e che sembra disponibile a erogare un contributo anche per questa nuova tappa in città.

Ancora nulla di ufficiale, ma date e possibili nomi sarebbero già stati messi sulla carta. Ad agitare le acque di recente è stato un atto di indirizzo approvato in consiglio comunale che impegna l’amministrazione comunale a “proseguire una interlocuzione continua con la Fondazione e la direzione artistica di Umbria Jazz mettendo a disposizione il massimo delle risorse possibili economiche e organizzative, allo scopo di valorizzare tutto il patrimonio turistico del territorio; a proseguire con la giunta regionale interlocuzioni per sostenere performance itineranti e diffuse sul territorio regionale, con l’obiettivo di moltiplicare, in tutta l’Umbria, ricadute positive in termini di filiera turistica, agroalimentare, artigianale, dei servizi, dei pubblici esercizi e del commercio in generale”.

 

Un atto che a quanto pare ha creato qualche mal di pancia all’interno dell’organizzazione UJ “anche perché - è stato rimarcato dall’organizzazione - UJ non è mai stato itinerante, si è sempre parlato di date e stagioni”.

Al di là d ciò, si starebbe studiando una formula ‘ad hoc’ per Terni, che mirerebbe a prediligere il circuito dei club piuttosto che il grande concerto di teatro, quindi con concerti nei locali che aderiranno e sosterranno UJ, senza escludere le jam session mezzanottiane e il pranzo della domenica, il tutto “condito” dalla coinvolgente band dei Funk Off, una formula che, a quanto pare, ‘tirerebbe’ maggiormente nel contesto ternano.

Nulla di ufficiale, al momento, sia chiaro, ma sembra che il periodo dovrebbe essere quello di settembre, comunque prima dell’arrivo del freddo invernale.

“Nessun pressing su Umbra Jazz”, rimarca Pagnotta. Che rincara: “Che nessuno si appropri di Umbria Jazz, UJ la fa UJ, le date ternane le sto elaborando con il mio staff, altri non entrano in merito, al di là del dialogo e del confronto che normalmente si fa su queste cose, nessuno – tuona – si prenda meriti che non ha”.

La questione è comunque anche economica, motivo per cui il partner locale privilegiato nel confronto è appunto la Fondazione Carit. Intano c’è da rilevare che Terni non rientra nei soci della Fondazione Umbria Jazz, tanto che nel sito ufficiale di UJ ci sono soltanto i loghi istituzionali di Regione Umbria, Comune di Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e Comune di Orvieto.