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Perugia, risse e alcol in centro: la rabbia dei residenti

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Succede a Perugia. Bottiglie di birra sui gradini delle case e delle chiese un tempo frequentate dai fedeli, pezzi di vetro sparsi per le strade medievali, fazzoletti sporchi, mucchi di spazzatura accatastata, canali di scolo presi a calci, fili della corrente strappati dai palazzi storici utilizzati come liane per aggrapparsi. E quell’odore: quel tanfo nauseante di escrementi e vomito ovunque. Ieri mattina era questo il volto di una parte della città alta.

 

 


I residenti parlano di due risse tra adolescenti scoppiate tra sabato e domenica notte in piazzetta Alfani, lungo via Bartolo e in via Mattioli, poco lontano piazza Danti. Cinquecento, forse seicento ragazzi fra i 15 e i 20 anni. A terra, le tracce di eccessi tra alcol e droga esplosi, o meglio riesplosi, dopo i mesi del Covid. “Hanno messo a ferro e fuoco le zona tra piazza Danti, via Baldeschi, via Ulisse Rocchi - dicono i residenti del comitato Etruscamente - Sono dieci anni che nel fine settimana siamo prigionieri nelle nostre case. Senza poter aprire le finestre per il fetore, senza poter dire qualcosa a questa orda di ragazzi che devasta, sporca e urla per tutta la notte”.

 

 

“Non riesco a capire come mai non si riesca a risolvere questa situazione - dicono Leonardo e Massimo titolari del ristorante Pecora Nera Polpette & Co., i cui tavolini sono proprio in quella via Baldeschi dove nel fine settimana si sono riversati centinaia di ragazzi. “Adesso che stiamo ripartendo con la nostra attività la situazione così diventa difficile. Rischiamo di doverci pagare un vigilantes”. E ancora: “Ieri mattina il marito di una turista mi ha chiamato per dirmi che la moglie si era tagliato col vetro di una bottiglia a terra - racconta Daniele Vasapollo, titolare dell’ostello di via della Nespola - pensavo avessero esagerato. Invece ho trovato una discarica: ho fatto la segnalazione alla Gesenu alle 12 e alle 18 era ancora tutto come al mattino: beh ho dovuto pulire io.... E poi ci fanno pagare 1.300 euro di Tari: è una vergogna. Due, tre volte al mese devo chiamare per far ritirare la spazzatura”.

 

Il comitato dei residenti che vivono a due passi dall’arco etrusco chiederà un incontro con il sindaco, il prefetto e il questore: “Il coprifuoco per noi è stato una manna dal cielo ora è tornato l’inferno - dicono - Chiederemo innanzitutto di far sistemare nuove telecamere e multe salate per chi sgarra: è ora di affrontare questa situazione una volta per tutte”. Nelle chat infuocate si invoca l’arrivo dell’esercito, la chiusura dei locali alle 21.30. L’ordinanza anti alcol non basta.