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Umbria, pronto soccorso al collasso con +45% di accessi: scatta la rivoluzione dei codici verdi

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Alessandro Antonini
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Sono aumentati del 45,5% nel giro di un mese gli accessi al pronto soccorso dell’ospedale di Perugia. Una media che vale anche per gli altri reparti dei maggiori ospedali umbri. Tutta la rete dell’emergenza-urgenza della regione scoppia. Anche perché mancano i medici. Per questo per mercoledì è stato fissato un vertice per ridefinire le modalità operative dei pronto soccorso: i codici verdi dovranno essere smistati in via prioritaria nei 118 degli ospedali del territorio. Per non ingolfare i reparti degli ospedali principali:Perugia, Terni, ma anche Foligno e Città Castello. Certo, questo implicherà qualche disagio per pazienti e familiari. L’operazione, già avanzata dal dg dell’azienda ospedaliera, Marcello Giannico, toccherà il 30% degli accessi, quelli che mediamente avvengono con le ambulanze. Per coloro che si recano nei nosocomi con mezzi propri, scatterà una campagna di sensibilizzazione a partire dai medici di base.

Ma anche gli operatori avranno indicazioni per dimissioni più rapide nei casi non gravi. Il direttore del pronto soccorso del Santa Maria della Misericordia, Paolo Groff, snocciola i dati: “Attualmente si registrano 160 accessi medi giornalieri” a fronte dei 110 che si registravano durante la pandemia nei picchi più alti. Un più 45,5% che ha ingolfato il reparto e anche le altre degenze, tanto che sono state messe decine di barelle in corsia. Lo stesso Groff ha rivolto agli utenti un appello: non recarsi al pronto soccorso se non per casi gravi. Oltre ai posti letto mancano i medici.
All’Usl 1, l’azienda sanitaria più grande della regione, sono costretti a utilizzare gli operatori Usca (Unità speciali di continuità assistenziale), impiegati per la sorveglianza domiciliare dei pazienti Covid, per coprire i turni delle guardie mediche durante l’estate. L’accordo con la federazione dei medici, fa sapere il dg Gilberto Gentili, è praticamente chiuso. “La mancanza dei medici dell’emergenza urgenza è un problema nazionale. Noi dobbiamo razionalizzare mantenendo i servizi. Ora che i contagi sono i calo, abbiamo proposto ai medici Usca di coprire i turni di medicina di continuità assistenziale, garantendo loro così anche una continuità sul fronte stipendi”.

Il vertice in regione, con l’assessore alla Salute Luca Coletto, il direttore regionale Sanità Massimo Braganti e i quattro vertici delle aziende ospedaliere e sanitarie dell’Umbria, previsto per dopodomani, dovrà ratificare una serie di interventi per rendere più efficiente la rete dell’emergenza regionale sopperendo all’aumento degli accessi e ai problemi di organico.