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Covid, bidella morta a Deruta: preside denunciata per omicidio colposo

Ale. Ant.
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Un familiare della bidella di 53 anni morta per Covid il 4 maggio scorso a Deruta ha denunciato la preside per omicidio colposo. E il Ministero dell’Istruzione sul fronte civile con richiesta di risarcimento danni. 

 

Nella querela penale presentata il 9 giugno alla Procura della Repubblica di Spoleto dal nipote di Katya Zengarini - il partente più stretto, era celibe e senza figli - viene evidenziata “la mancata adozione dei protocolli che ha determinato la morte della bidella”. Gli atti sono stati redatti e presentati dall’avvocato Giuseppe Caforio. La collaboratrice scolastica dell’infanzia di Pontenuovo è deceduta dopo essere stata intubata in gravissime condizioni al Santa Maria della Misericordia.Tutto avviene alla ripresa dell’attività scolastica dopo lo stop delle lezioni, tra il 18 gennaio e il 15 marzo. Era scoppiato un focolaio alla primaria - è riportato nell’istruttoria della denuncia - che ha sede nello stesso edificio della materna. Poi, per l’impennata dei casi in tutta la regione, era arrivata l’ordinanza di Palazzo Donini. Ebbene il 23 marzo, a rientro avvenuto, un’insegnante della sezione B, a cui era assegnata la bidella, è risultata positiva. La dirigente scolastica ha disposto la chiusura della sezione stessa. Ma “la signora Zengarini, nonostante fosse stata assegnata alla B, era costretta a svolgere la propria attività lavorativa”, è scritto nella denuncia.

 

Secondo l’avvocato Caforio “la dirigente scolastica, violando il disposto del protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus negli ambienti di lavoro, non disponeva la quarantena della signora Zengarini e della collega poiché non considerate ‘contatto’”. Oltretutto le due bidelle hanno provveduto nello stesso giorno alla sanificazione dell’ambiente, rimanendo nel plesso scolastico anche dopo l’accertamento della positività dell’insegnante con cui erano venute inevitabilmente in contatto”. Il 25 marzo, due giorni dopo arrivano i primi sintomi per Zengarini, ma il primo test rapido è negativo. “La dirigente scolastica, non curante della situazione”, è evidenziato nella denuncia penale, “ continuava a fare recare Zengarini sul luogo di lavoro e solo in seguito alle insistenti chiamate dei genitori che sollecitavano l’adozione di misure di prevenzione e sicurezza adeguate e conformi ai protocolli delineati dal ministero, invitava la collaboratrice scolastica a sottoporsi a un altro test rapido, tre giorni dopo il contatto con la maestra contagiata, ed è risultato positivo, così come il molecolare di conferma eseguito il 27 marzo”. E’ risultata positiva anche la collega. Il 29 dello stesso mese la dirigente “rendendosi conto della gravità della situazione, decideva di chiudere anche la sezione A dell’infanzia”. Katya Zengarini è stata ricoverata il 2 aprile, giù in gravi condizioni. Il 30 dello stesso mese ha subìto la tracheotomia. Quattro giorni dopo, la morte. Caforio nella querela individua la fattispecie dell’omicidio colposo.