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Terni, migliaia di file pedopornografici memorizzati: arrestato impiegato di 44 anni

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Migliaia di foto e video sin troppo espliciti, raccapriccianti, protagonisti minorenni, anche in tenera età, in pose inequivocabili, in alcuni casi coinvolti in atti sessuali veri e propri. Roba da far venire i brividi ciò che gli agenti della polizia postale e delle comunicazioni dell'Umbria hanno trovato a casa di un ternano di 44 anni, impiegato ed anche con una fidanzata, ovviamente ignara di tutto.

Il materiale che, ovviamente, è stato posto sotto sequestro e che era nascosto all’interno del disco rigido di un computer, ma anche in dispositivi di memorizzazione dati, come chiavette e cd.

 

 

La scoperta è stata compiuta nell’ambito di un’indagine lampo che è culminata nell'arresto in flagrante del 44enne, avvenuto nella giornata di lunedì 7 giugno 2021 su disposizione del pm della procura di Perugia, Gennaro Iannarone.

Gli investigatori della polizia postale hanno ristretto il cerchio delle loro indagini nei confronti del 44enne ternano ed hanno così deciso di fare irruzione nella sua abitazione consapevoli di ciò che avrebbero potuto trovare.  

Ed in effetti la perquisizione domiciliare ha confermato i sospetti, tanto da far scattare l’arresto in flagranza di reato e la conseguente custodia a vocabolo Sabbione, con l'accusa di detenzione, ma non di diffusione, di materiale pedopornografico.

 

L'arresto è stato convalidato venerdì 11 giugno 2021 dal gip del tribunale di Terni, Barbara Di Giovannantonio, che - contestualmente e accogliendo quanto chiesto dall'autorità giudiziaria - ha confermato la misura cautelare più pesante, ovvero la custodia in carcere.

Nel corso dell'udienza l'uomo avrebbe parzialmente ammesso quanto gli veniva contestato, riguardo alla detenzione di quei terribili file, dichiarandosi pentito. Se l'indagine avrà ulteriori sviluppi è, in ogni caso, presto per dirlo. I dispositivi sequestrati dalla polizia postale umbra all'impiegato ternano, verranno analizzati in ogni dettaglio, per capire con certezza anche le fonti di tutto quel materiale.

Il coinvolgimento di altre persone non può tuttavia escludersi, anche se alcuni aspetti fanno ritenere che il 44enne non avesse particolari contatti con gruppi e singoli dediti allo scambio di contenuti pedopornografici sul web.