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Giovani di Foligno in campo per ambiente e città, nasce l'associazione Api al centro

Gabriele Grimaldi
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Le api come segno di rinascita del centro storico. Con spazi creati per ospitarle e farne anche delle vere sentinelle ambientali. Si chiama Api al centro l’associazione senza scopo di lucro nata due mesi a Foligno su idea di una decina di folignati, tra cui due apicoltori, che ha come obiettivi creare un progetto di apicoltura urbana in centro storico, educare all’attenzione del territorio e dell’ambiente e rivalutare spazi pubblici e privati come orti e giardini, spesso trascurati ma rimasti incontaminati da pesticidi e diserbanti chimici.

 

 

“Api al Centro nasce anche con lo scopo di sensibilizzare i cittadini in generale sul mondo delle api – spiega Samuele Trabalza, apicoltore dell’associazione – La presenza o meno delle api in una città, infatti, è un importante campanello di allarme sulla qualità del clima e sul livello di inquinamento cittadino. L’associazione è nata due mesi fa e, dopo una fase iniziale di organizzazione dal punto di vista burocratico, ora stiamo predisponendo il primo spazio urbano in centro nella zona del Parcheggio centrale Foligno che abbiamo già recintato per non far entrare le persone”. Le prime api che tra qualche settimana andranno ad occupare questo spazio urbano sono quelle che Samuele Trabalza ha letteralmente portato via giovedì mattina dalla facciata della chiesa di San Giacomo che dà verso via Mentana, a due passi dall’ingresso della taverna del Pugilli, al termine di un intervento durato quattro ore. “Un amico mi ha chiamato segnalandomi la presenza di questo sciame d’api che si era infilato in un buco della facciata laterale di San Giacomo, a qualche metro da terra – spiega il giovane apicoltore – Mercoledì mattina, dalle 9 alle 13, con l’aiuto dei vigili del fuoco che mi hanno fornito la rampa per salire e che ringrazio per la pazienza e la collaborazione, sono riuscito ad aspirarle e a metterle dentro una sorta di scatolone utilizzando una specie di aspirapolvere costruito da me. Lo sciame era molto grande e ben nascosto, ecco perché è stato così complesso intervenire".

 

 

 

E ancora: "L’anno scorso avevo fatto una cosa del genere in pieno periodo Covid nella zona del bar al centro di Sant’Eraclio, ma questa è stata la mia prima volta in centro storico e devo dire che è stata un’esperienza bella ed emozionante. Ora le api si trovano nell’azienda di famiglia e appena lo sciame si sarà fortificato, verrà trasferito in centro. Come associazione ci mettiamo a disposizione anche per questo tipo di interventi e per il futuro ci piacerebbe mettere gli alveari in altri giardini privati del centro storico di Foligno in base alle disponibilità che ci daranno”.