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Sono novanta i siti industriali dismessi in Umbria: accessi abusivi e bivacchi

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Alessandro Antonini e Gabriele Burini
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Sono 90 i siti industriali dismessi in Umbria. Nella provincia di Perugia se ne contano 76, il resto sono in quella di Terni. La mappa viene fornita dal servizio Umbriageo della Regione Umbria. Ma l’elenco è del 2012. Al netto di aree recuperate e nuovi capannoni abbandonati, il numero complessivo resta lo stesso. Ad esempio nel Perugino l’ex tabacchi di via Cortonese è in via di riqualificazione l’ex mattatoio di via Palermo ha lasciato il posto al supermercato Oasi. Ma rientrano nel novero, non ricompresi nella classifica di nove anni fa, l’ex Brenen a Ferro di Cavallo e l’ex mercato ortofrutticolo in via Settevalli. In entrambi questi ultimi due stabili sono ben visibili buchi nelle recinzioni.

Dentro le strutture campeggiano murales (anche sui tetti) e segni di attendamenti. All’ex mercato non sono mancate ordinanze, dalla rimozione dell’eternit alla pulizia di rifiuti a seguito di bivacchi. Con chiusura degli accessi. Che sono stati puntualmente riaperti da ignoti. E ancora: c’è l’ex fornace a Piscille, anche qui facile entrare con la rete abbassata in più punti. L’ex Tabacchi di Ponte Valleceppi appare ben recintato ma pericolante da anni. Sempre nel capoluogo c’è l’ex Deterchimica, a Strozzacapponi. Un altro mattatoio, stavolta non recuperato, si trova a Ponte San Giovanni: dopo l’uscita di scena del centro sociale (ex Csoa) l’area risulta delimitata ma fagocitata dalla vegetazione. Se per il pastificio Ponte c’è il progetto di riqualificazione in attesa di realizzazione da oltre un lustro, a Sant’Andrea Delle Fratte la ex Rasimelli e Coletti ha visto solo di recente l’ok alla rimozione dei pannelli con l’amianto. Ma l’area resta abbandonata e accessibile dall’esterno. 


A Corciano oltre alla citata ex Sicel c’è anche l’ex Ellesse, nella lista vidimata dalla Regione nel 2012. Anche qui c’erano interessamenti e progetti di riqualificazione. Tutto ancora sulla carta. Ma il clou è a Pietrafitta. La ex centrale Enel dismessa da 20 anni. Oggetto di continui accessi abusivi, anche durante i mesi in cui è stata sotto sequestro per l’inchiesta sulle ceneri interrate. “L’area è chiusa, non accessibile direttamente. È chiaro, se qualcuno dovesse scavalcare le recinzioni, le situazioni di potenziale pericolo si potrebbero creare”. Sono le parole del sindaco di Piegaro, Roberto Ferricelli. “Per accedere si dovrebbe andare contro tutti i divieti del caso e scavalcare le recinzioni. Situazioni di pericolo non si sono mai verificate. Sono solo state fatte delle scritte sui tetti due anni fa, prontamente denunciate. Sul tavolo abbiamo alcune ipotesi per una riqualificazione dell’area. Le stiamo trattando con l’assessorato regionale dedicato”,conclude il primo cittadino. Nel frattempo l’area resta dismessa, Abbandonata. Come altre 79 nel cuore verde.