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Corciano, il ragazzino caduto dal tetto è stabile. Era già stato in quella fabbrica

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Francesca Marruco
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Non era la prima volta che il 15enne e i suoi amici si avventuravano all’ex Sicel. C’è una foto, che uno dei ragazzini presenti al momento della tragedia ha mostrato alla polizia mercoledì sera quando è stato sentito dagli agenti della squadra mobile. Nell’immagine, scattata dall’amico, c’è proprio il quindicenne che adesso lotta tra la vita e la morte dopo due operazioni in neurochirurgia. C’è lui girato di spalle immortalato sul tetto. Lo stesso che mercoledì pomeriggio ha ceduto sotto i suoi piedi condannandolo a una caduta violentissima. 

 


Secondo quanto hanno riferito i cinque minori che erano con lui al momento del fatto, tutti portati in questura per essere sentiti dalla polizia, il loro amico si è reso conto che qualcosa non andava. E ha pure cercato di spostarsi in un altro punto del tetto. Lo ha fatto facendo un salto, ma proprio in quel momento la copertura in vetrocemento ha ceduto sotto di lui. L’altro ragazzino lo ha visto precipitare sotto i suoi occhi. Solo loro due erano già saliti sul tetto, altri due erano in procinto di farlo, mentre gli ultimi due avevano scelto di non salire su con gli altri, forse per paura. Secondo quanto emerso i minorenni hanno trovato una scala al piano terra e l’hanno portata fino al secondo piano. Una volta lì l’hanno utilizzata per salire fin sopra il tetto. Probabilmente erano lì per scattarsi delle foto, come già fatto cinque giorni prima. Quando erano già entrati lì dentro, in quella ex fabbrica in disuso tappezzata di murales e quindi frequentata da diversi giovani.  Il ragazzo, dopo un primo intervento eseguito subito dopo il ricovero, ieri mattina all’alba è stato nuovamente portato in sala operatoria. I neurochirurghi hanno rimosso diversi ematomi e poi il ragazzino è stato riportato in terapia intensiva. E’ ancora in prognosi riservata, le sue condizioni sembrano stabili. Accanto a lui restano costantemente i genitori, straziati dal dolore, attaccati alla speranza di poterlo riabbracciare. 

 


 

Intanto, secondo quanto si apprende, la ex Sicel, che a settembre andrà all’asta e che attualmente è in mano a un curatore fallimentare, era sottoposta a vigilanza privata. Erano previsti quattro- cinque passaggi giornalieri da parte degli addetti. Secondo quanto appreso la misura era stata adottata per cercare di controllare la vastissima area in disuso. Si tratta di 80 mila metri quadrati di proprietà. Ovviamente proprietà privata, dove non è permesso l’accesso. Una proprietà p in disuso potenzialmente pericolosa. Secondo quanto si apprende però tanto al Comune, quanto al curatore - che gestisce l’area da circa un anno - non erano arrivate segnalazioni di incursioni vietate. L’unica di cui si ha notizia risale a quattro anni fa. Intervennero gli agenti della polizia locale e redarguirono i ragazzini, che vennero riconsegnati ai genitori. Poi, sembrerebbe nessun altro episodio. Ma entrare lì dentro, in quegli 80 mila metri quadri potenzialmente fonti di pericolo, è semplicissimo. Lo hanno spiegato gli amici del ragazzino ferito: “Siamo passati da dietro, dove il muretto è bassissimo”. E anche dal lato della strada, c’è un punto senza recinzione.