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Covid in Umbria, mano morbida della Regione con i 5.000 sanitari no vax: zero sospensioni

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Alessandro Antonini
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“Le aziende sanitarie pubbliche stanno richiamando i sanitari che non risultano vaccinati per capire se hanno patologie, se sono andati in pensione o ci sono altri problemi. Per ora non sono scattate sospensioni. Anche perché si sarebbero problemi di tipo organizzativo. Auspichiamo uno strumento normativo più adeguato e chiaro”. Così il direttore regionale Sanità, Massimo Braganti, sul caso dei sanitari no vax.

I base ai dati forniti dall’agenzia Umbria digitale lo scorso maggio, si tratta di 4.537 professionisti - di tutte le professioni sanitarie - che lavorano in Umbria e 1.283 fuori regione. Sono 5.820 in tutto, su un totale di 35mila. Un numero sceso nel giro di un mese a circa cinquemila persone, dopo le lettere di invito alla vaccinazione inviate dall’ente regionale. Ma resta una quota importante, il 14% circa del totale, che non figura tra gli immunizzati. Molti di questi fanno capo a strutture private. Il problema del sistema sanitario regionale - non solo umbro - è che applicando alla lettera il decreto sull’obbligo vaccinale del 1 aprile, dopo 15 giorni scatterebbe la sospensione dal lavoro per i sanitari non vaccinati, paralizzando di fatto - come aveva evidenziato il dg dell’Usl 1, Gilberto Gentili, diversi servizi sanitari. E con la penuria di personale, soprattutto in certi ambiti, la norma diventa inapplicabile. Da qui la richiesta di Braganti di nuove norme che non penalizzino l’assistenza. E da qui anche la politica della ‘mano morbida’ utilizzata dalla Regione Umbria. 

E se c’è chi rifiuta di vaccinarsi, da una parte, dall’altra ci sono i casi degli under 40 che vanno agli open day Astrazeneca di Lazio e Toscana. In questo ieri il coordinatore del Nucleo epidemiologico regionale, Marco Cristofori, ha definito “fesseria” vaccinare i giovani con vaccini che non siano Pfizer e Moderna. Soprattutto in Umbria dove l’incidenza in due settimane è passata da 31 a 16 casi ogni 100 mila abitanti, e la curva del contagio “è in forte discesa”. “La Regione Umbria ha applicato e rispettato tutte le indicazioni dei protocolli nazionali. Di conseguenza, i giovani sono stati e continueranno ad essere vaccinati con Pfizer o Moderna, nel rispetto delle indicazioni che in tal senso sono state chiare”ha detto l’assessore alla Sanità, Luca Coletto. 
Dopo aver reso noto che in queste due giornate a loro dedicate, tutti i maturandi sono stati vaccinati con vaccini a Rna modificato, Coletto ha sottolineato che in proposito “i tecnici stessi sconsigliano la somministrazione di dosi di vaccino AstrAzeneca ai giovani”.