Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Terni, trattamento delle scorie dell'Ast: l'azienda garantisce il mantenimento dei livelli occupazionali

  • a
  • a
  • a

A fine giugno 2021 scade il contratto di appalto del Metal Recovery, all’interno del servizio del trattamento delle scorie, tra Ilserv ed Ast, che passerà a Tapojärvi Oy.  I lavoratori interessati sono una quarantina, ma non tutti potrebbero essere assorbiti dalla società finlandese. 

Due anni fa era stato siglato un accordo tra le parti sociali e il management di Ast che si era impegnato al riassorbimento del personale in esubero

 


Già in precedenza, con il Global Service, sempre per il trattamento delle scorie, erano stati garantiti i livelli occupazionali. Nei mesi scorsi Fim, Fiom, Fismic e i delegati della Rsu avevano richiesto incontri alle società interessate per avere notizie certe ma per il sindacato il passaggio di appalto non doveva prevedere esuberi di personale diretto e indiretto.

A causa della pandemia c’è stato un freno alla discussione, riconoscono le parti sociali, ma si era arrivati ad un punto che il confronto non era più rinviabile. Nella sala delle biblioteca centrale si è così svolto il faccia a faccia tra il responsabile del personale, Alessandro Rusciano, il direttore di stabilimento, Dimitri Menegali, e i segretari territoriali di Fim Cisl, Fiom Cgil, Uilm Uil, Fismic, Ugl e Usb.

 

 

Ast si è impegnata a costruire le opportunità necessarie a tutelare gli attuali livelli occupazionali. Le sigle sindacali in un comunicato “ritengono importante la conferma di tale impegno e ribadiscono la necessità di avviare un confronto con l’azienda, al fine di garantire tutte le tutele ai lavoratori dell’indotto a partire dai parametri contrattuali”.

Per il sindacato è importante il progetto al fine della sostenibilità e della compatibilità ambientale ma è pure importante il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. Ast, ormai da tempo, è impegnata sulla riduzione dell’impatto ambientale, con forti investimenti, con il supporto del Dipartimento di Ingegneria Civile e Industriale dell’Università di Pisa.

Il confinamento delle attività denominate “rampa scorie” e “metal recovery” in capannoni con idonei sistemi di convogliamento e trattamento dell’aria porterà ad una riduzione significativa delle emissioni diffuse e quindi un miglioramento del Pm10.