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Terni, morte dell'operaio Ast Gianluca Menichino: sei condanne e tre assoluzioni

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E' arrivato alla sentenza il processo per la morte dell'operaio dell'Ast di Terni Gianluca Menichino, scomparso all’età di 35 anni il 9 gennaio del 2018.

Il gup, Barbara Di Giovannantonio, con rito abbreviato, ha condannato sei persone per omicidio colposo, mentre altri tre sono stati assolti per non aver commesso il fatto. 

 


Menichino era rimasto per sei mesi in agonia, dopo il grave incidente sul lavoro avvenuto il 10 luglio del 2017 nel reparto Lac2/Pix1 dello stabilimento di viale Brin. Il pronunciamento ha visto di fatto accolto quanto era stato chiesto in aula dal pm, Elena Neri.

Il giudice ha infatti condannato ad un anno e quattro mesi di reclusione Massimo Calderini (all'epoca dei fatti direttore di stabilimento), Dimitri Menecali (direttore di produzione), Gianvincenzo Salamone (responsabile della produzione a freddo Inox), Emanuele Fabri (preposto alla produzione del reparto Pix1), Raffaele Luongo (preposto al trattamento del reparto Pix1), ed Alfonso Alongi (preposto, capoturno del trattamento al reparto Pix1), riconoscendo a tutti le attenuanti generiche. 

 


Assolti – sempre in linea con le richieste del pubblico ministero – Arcengelo Lanni (preposto alla manutenzione del reparto Pix1), Federico Mariani (preposto alla gestione e manutenzione dei carriponte del reparto Pix1) e Leonardo Zaffrani (preposto, capoturno alla manutenzione). 

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Andrea Garaventa, Attilio Biancifiori, Pierguido Soprani, Luciano De Luca e Ida Blasi
La decisione è giunta dopo una discussione di circa cinque ore ed una camera di consiglio relativamente breve, durata un’ora e mezza circa. 

Per tutte e sei le persone condannate, ora la prospettiva è quella dell’appello, una volta valutate le motivazioni della sentenza che verranno depositate entro i prossimi novanta giorni.  Obiettivo dei difensori è giungere ad una revisione sostanziale della sentenza, in senso ovviamente favorevole ai propri assistititi. 

Nel processo non figuravano parti civili, essendo stati i familiari dell’operaio deceduto, già risarciti dalle assicurazioni di Acciai Speciali Terni.