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Sagre in Umbria, 15 manifestazioni in calendario: ristoratori in pressing sulla Regione per limitarle

Alessandro Antonini
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Bar e ristoranti tornano in pressing sulla Regione per limitare le sagre. Lunedì è previsto un incontro con l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Michele Fioroni, e una delegazione della Fipe Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi. L’obiettivo: chiedere la limitazione dei quattro giorni alle feste popolari. E anche la modifica in senso più restrittivo della legge regionale che le istituisce. 
Al momento, stando al calendario regionale aggiornato al 1 giugno, sono 15 le manifestazioni iscritte. La prima inizia il 25 giugno a Pozzuolo di Castiglione del Lago, è la festa in onore dei santi Pietro e Paolo. Durata quattro giorni. Ma in mezzo c’è anche la Rassegna degli antichi sapori di Assisi, dal 13 al 22 agosto, di dieci giorni. L’ultima è una due giorni dedicata alla patata a Campello sul Clitunno dal 14 al 26 settembre. Fioroni aveva già espresso un orientamento favorevole alla limitazione di quattro giorni, con l’obiettivo di sostenere bar e ristoranti nella fase di ripresa post Covid .

 


Il presidente delle 240 pro loco umbre (Unpli), Francesco Fiorelli, è convinto che le sagre non danneggino il fatturato dei pubblici esercizi. Ed è contrario alla modifica della legge. “Ci devono dimostrare che chi va alle sagre non va al ristorante e che con le sagre il fatturato di quelle attività diminuisce. Non si può modificare una legge sull’onda della pandemia. Peraltro noi non siamo stati ancora convocati. Limitare le sagre a soli quattro giorni significa per la maggior parte non far svolgere le manifestazioni: così si devastano i piccoli borghi, con l’effetto deleterio che umbri e turisti, soprattutto quelli distribuiti nei pressi dei confini vanno nelle sagre delle regioni confinanti”.

 

 

Le pro loco regionali contano 24.000 iscritti e a regime organizzavano 370 manifestazioni l’anno tra sagre e feste popolari. Per Fipe il presidente Romano Cardinali rilancia lo stop a 4 giorni e la “revisione completa della legge” ricordando l’atto firmato da tutti i consiglieri regionali il 13 aprile con gli “impegni assunti formalmente dai consiglieri regionali con il mondo della ristorazione umbra, soprattutto per quanto riguarda il contingentamento delle sagre, ma anche sull’apertura di un tavolo di confronto con il sistema bancario per agevolare e garantire l’accesso al credito delle imprese, e sulla questione delle imposte locali, soprattutto Tari e Imu, che, seppure sospese, incombono sulle imprese umbre destando forti preoccupazioni”, spiega Cardinali. Al momento solo promesse. Oltre che da Palazzo Donini, Fipe attende risposte anche dai vertici dell’assemblea legislativa.