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Umbria, lavoro in ripresa: oltre seimila assunzioni programmate per giugno. L'indagine della Camera di commercio

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Più di seimila assunzioni nel mese di giugno, quasi 15 mila nel trimestre giugno-settembre. Riprende il mercato del lavoro in Umbria secondo i numeri riportati nel Bollettino mensile del Sistema informativo Excelsior, realizzato da Unioncamere e Anpal, presentato dalla Camera di commercio. 
Positiva la crescita congiunturale: gli oltre seimila (6.300) posti previsti dalle imprese per questo mese di giugno superano del 29,2% quelle del precedente mese di maggio che a sua volta aveva fatto registrare numeri già confortanti. Aumento che sale al 55,1% se il confronto viene fatto su giugno dello scorso anno quando il sistema economico pagava ancora forte le conseguenze del lockdown. “Ma il dato che più di ogni altro ci conforta e ci dà speranza - annuncia Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria - è quello relativo al confronto con giugno 2019, nell’anno pre Covid. Bene, in due anni abbiamo riagganciato le posizioni di prima della pandemia. In questo mese di giugno le imprese umbre hanno programmato nuove entrate per 6.300 unità lavorative, 1.030 in più rispetto al giugno 2019, prima del Covid”.

 

 

A trainare la risalita dell’occupazione, ci sono i comparti legati a commercio, turismo, costruzioni. Proprio quelli che in queste ultime settimane stanno più lamentando la carenza di manodopera specializzata. Baristi e ristoratori che si stanno preparando alla vera ripartenza della stagione turistica, infatti, lamentano da più parti la difficoltà a trovare determinate figure, cuochi e camerieri in primis. Il bollettino Excelsior affronta anche questa questione: 38 imprese su 100, infatti, dichiarano difficoltà di reperimento del personale. Inoltre, sempre secondo l’indagine, una impresa su tre (non necessariamente collegata al comparto turistico) ricerca giovani under 30, circa 2.100 i posti previsti per questo mese. Stabili al 10%, invece, le entrate al lavoro di personale laureato. Per quanto riguarda le imprese, invece, il 71% di tutte le entrate previste è generato da aziende con meno di 50 dipendenti. Delle assunzioni in programma, il 24% saranno stabili, ossia con un contratto a tempo indeterminato o di apprendistato mentre il 76% dei casi risulterà un lavoro a termine, a tempo determinato o con altri contratti con durata predefinita. Si tratta di lavori stagionali, appunto.

 

 

 

 

 

Ma in alcuni casi non si esclude che il contratto a tempo determinato possa trasformarsi in una assunzione definitiva in particolare per quanto riguarda le costruzioni. Il settore dell’edilizia, infatti, dopo un periodo di forte crisi si sta riposizionando grazie all’avvio spedito della ricostruzione ma anche ai bonus e superbonus previsti dal governo centrale.