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L'Umbria in zona bianca riparte. Via a coprifuoco e restrizioni, l'economia si rimette in moto

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L’Umbria in zona bianca si rimette in moto. Niente più coprifuoco, ripartono tutte le attività economiche ad eccezione delle discoteche che restano chiuse. Nessun limite alle visite a parenti e amici, al tavolo al ristorante si può stare in sei al chiuso (salvo se conviventi) e senza alcun limite all’aperto. “Uno straordinario risultato, fondamentale per il rilancio della nostra regione dopo che abbiamo attraversato mesi veramente duri”, dice la governatrice, Donatella Tesei. La presidente parla di un grande giorno, di un ritorno alla vita normale ma soprattutto possibilità per tutte le categorie economiche di lavorare a pieno regime.
“Avere eliminato il coprifuoco è importantissimo per bar e ristoranti, senza il vincolo dell’orario la gente è più tranquilla e serena - spiega Gianni Segoloni, titolare del ristorante Il Bistrot di Perugia - Gira qualche turista in più e questo è sicuramente di buon auspicio. Adesso, però, c’è bisogno dei sostegni promessi dal governo: sostegni che non ci servono per andare in vacanza ma per rimetterci in carreggiata, fare scorte, investire sulla prevenzione”. 

 

 


 

Jordi Calvet Torrents, proprietario di tre sale giochi (una a Perugia, una a Ponte San Giovanni e la terza a Foligno), parla di una ripresa lenta dopo tanti mesi di chiusura. “Le aspettative sono tante - racconta - ma anche le difficoltà: sette dipendenti se ne sono andati perché con la cassa integrazione e senza certezze sulla ripresa non potevano andare avanti. Così io, oltre a dover pagare il loro Tfr in un momento di assoluta difficoltà, ho dovuto lasciare chiuso il locale di Perugia. Siamo aperti sette giorni su sette a Ponte San Giovanni, sei giorni su sette a Foligno”. Riaperte anche piscine coperte e terme. Quelle di Ramici hanno ripreso ufficialmente la stagione il 1° giugno scorso. Situate lungo la strada provinciale 87, le terme sono immerse in un sito naturale a poca distanza dalle anse del fiume Tevere e dall’oasi naturalistica di Alviano. “La struttura – spiega il vice sindaco di Lugnano in Teverina, Alessandro Dimiziani - si compone di due vasche, un percorso vascolare ed un’area solarium attrezzata con lettini e ombrelloni opportunamente distanziati e delimitati”.

 

 

 

Tornano a programmare piccoli eventi e momenti di socializzazione anche le associazioni culturali, come Mirò di Perugia. “Abbiamo ripreso con grande difficoltà ma anche con entusiasmo - spiega Antonio Lusi  - Purtroppo dobbiamo anche convivere con l’intolleranza dei nostri vicini che non tollerano neanche un sottofondo musicale che accompagna una normale cena. Credo sia un altro effetto del Covid”. I problemi non ridimensionano la voglia di ricominciare a tornare davvero alla normalità. Anche se per alcuni settori, come il wedding, la ripartenza è lentissima. 
Ma ormai sono davvero poche le restrizioni rimaste per l’Umbria “bianca”: c’è, per tutti, l’obbligo della mascherina e del distanziamento di un metro e il divieto di assembramenti. Restano ancora chiuse, invece, le discoteche per le quali, però, qualcosa si dovrebbe cominciare a muoversi in settimana.