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Gli umbri restano in Italia per le vacanze. Assoturismo: ancora confusione sul green pass

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Gli umbri preferiscono trascorrere le ferie nel Belpaese. C’è voglia di vacanze ma andare all’estero fa ancora paura, persino per il viaggio di nozze. Federico Tagliolini, presidente regionale della Fiavet, l’associazione delle agenzie di viaggio aderente a Confcommercio, spiega che sono molte le persone che chiedono informazioni, poche quelle che prenotano la vacanza. “All’estero, poi, gli umbri al momento preferiscono non andare - evidenzia - la maggior parte sceglie Puglia e Calabria, oppure le nostre isole: Sicilia e Sardegna ma anche Ischia è molto in voga ultimamente”. E i viaggi di nozze? “Anche quelli, ancora pochissimi, in Italia”, evidenzia Tagliolini.

 

 

Maria Cristina Fiore, presidente Assoviaggi Confesercenti Umbria, non nasconde i timori per il futuro del settore. “Siamo la categoria che sta pagando il prezzo più alto della pandemia - evidenzia - L’interesse per i viaggi c’è, gli umbri hanno voglia di tornare a muoversi ma le prenotazioni sono ancora molto poche. Del resto i più scelgono di restare in Italia e utilizzano la formula del fai-da-te. C’è anche da dire che le compagnie aeree hanno ancora messo pochi voli a disposizione e che c’è confusione su quelle che sono le regole da seguire per andare all’estero. Noi, ogni giorno, verifichiamo tutto sul sito del ministero, Viaggiare sicuri”.

 

 

Matteo Fortunati, presidente regionale di Assoturismo, precisa che sulla questione green pass c’è ancora molta confusione. E aggiunge che vanno meglio gli arrivi che le partenze. Lo stesso Fortunati ribadisce che nell’ultimo fine settimana le strutture extralberghiere situate fuori città hanno tutte registrato il pienone. “Purtroppo gli alberghi in città continuano a soffrire - evidenzia Fortunati - soprattutto nelle città di Perugia e Assisi, abituate negli anni passati alla presenza degli stranieri. Ma la spiegazione potrebbe essere anche psicologica: molti turisti preferiscono i grandi spazi all’aperto considerati più sicuri”. Il rifiuto di molti per l’estero non sembra legato ai tempi di attesa per ottenere i documenti necessari: servono 15 giorni lavorativi per il passaporto, un po’ di più per la carta d’identità elettronica per la quale alcuni Comuni, come Perugia, fanno anche aspettare tre mesi per un appuntamento. Ma nel caso di un’emergenza i tempi si riducono notevolmente grazie al buonsenso degli impiegati.