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Città di Castello, chiuso autolavaggio e maxi multa al titolare

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Continuano i controlli in tutto l'Altotevere dei carabinieri della compagnia di Città di Castello, come sempre volti alla prevenzione e repressione dei reati in genere, ma anche al rispetto delle prescrizioni conseguenti all’epidemia da Covid. A Città di Castello, nel corso di un controllo congiunto tra i carabinieri della locale stazione, quelli Forestali e personale dell'ispettorato del Lavoro di Perugia, sono stati apposti i sigilli a uno degli autolavaggi presenti. Numerose le sanzioni comminate al titolare per un totale di circa 18 mila euro, un 36enne di nazionalità egiziana, per violazioni alla normativa antinfortunistica e per avere impiegato personale in spregio della normativa prevista dai contratti di lavoro collettivi nazionali.

 

 

In tema di pandemia, invece, l’attenzione è stata rivolta in particolare ai numerosi esercizi commerciali che hanno ripreso la loro attività. Nonostante il notevole flusso di persone, negli oltre 150 esercizi monitorati nel territorio della compagnia dei carabinieri, non sono state tuttavia rilevate situazioni particolarmente complesse.
Prosegue anche l’attività di contrasto alle condotte di guida pericolose, che ha visto i carabinieri segnalare alla Prefettura un 31enne del posto, trovato alla guida di una utilitaria a Città di Castello in zona Santa Lucia con una modica quantità di sostanza di sostanza stupefacente. A suo carico inoltre i militari hanno proceduto anche all’immediato ritiro della patente di guida.

 

 

Più in generale, tuttavia, a fronte delle oltre 120 persone e circa 100 mezzi controllati negli ultimi giorni, sono state poche le sanzioni elevate per violazioni al codice della strada e tutte inerenti la sicurezza alla guida, con particolare riferimento all’uso del telefono alla guida e delle cinture di sicurezza.  I carabinieri della stazione di Città di Castello, hanno denunciato alla procura duo uomini di 28 e 32 anni domiciliati a Riccione, presunti responsabili di truffa in danno di 19enne del posto. I due infatti avrebbero posto in vendita su un noto sito web una console playstation 5, facendosi versare dal giovane tifernate la somma di euro 600, senza però provvedere all’invio dell’articolo.