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Opere incompiute in Umbria, rapporto Sensoworks: spreco da 161,5 milioni di euro

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Alessandro Antonini
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“In Umbria ci sono 15 opere incompiute per un totale di 161,5 milioni di euro”. E’ quanto viene messo in evidenza da Sensoworks, la startup italiana specializzata in monitoraggio infrastrutturale supportata da piattaforme multilivello. In totale in Italia ci sono 640 progetti bloccati. Per l’Umbria viene preso in considerazione il monitoraggio con il novero di infrastrutture incagliate più esteso: quello del 2018. La regione con il 2,3% delle opere complessive è al 14esimo posto. Ma nella classifica della quota economica, ossia dei soldi previsti e di fatto sprecati, l’Umbria sui quattro miliardi complessivi nazionali pesa per quasi il doppio (4,03%, quasi tre volte quell’1,4% che è il rapporto tra popolazione umbra e italiana) risalendo così nella poco virtuosa graduatoria: con 161.496.582 euro è quarta dietro a Sicilia (488 milioni), Sardegna (247) e Campania (208), escludendo 1,9 miliardi di opere sovra regionali. Il dato del cuore verde, risalente al 2018, è presente sulla Geografia sull’efficienza infrastrutturale, con analisi di dati Istat, Eurostat, Aisre, Unioncamere e Confartigianato.

 



Senonché in Umbria, con i monitoraggio del 2019 e del 2020, le opere incompiute sono state decurtate di più un terzo. Da quindici si è passati a nove. Non che quelle espunte siano state realizzate. A ben vendere sono state messe in cassetto, sono state modificate radicalmente, riprogettate, o hanno intrapreso altre strade realizzative. Nel caso più eclatante i lavori non sono mai partiti: la parte del leone la fa la seconda tratta del minimetrò Pincetto-Monteluce: dei 161,5 milioni complessivi delle infrastrutture bloccate del 2018 in tutta l’Umbria pesa per 140.663.759 euro. Al momento la tratta è stata accantonata. Il Comune di Perugia con i fondi del Pnrr punta a una rete di bus elettrici rapidi. Ma per anni è stata presente nella lista nera. Poi ci sono i 700 mila euro per i lavori di ristrutturazione degli istituti femminili Onaosi di Perugia. Qui dopo una lunga attesa legata a perizie tecniche, lo scorso anno è stato votato un progetto complessivo con l’istituzione “di un itinerario giuridico-amministrativo per la realizzazione”. E ancora: tra le 15 opere erano presenti lavori all’ex convento San Valentino di Terni, una strada in via Urbinati, il collegamento viario tra Gabelletta e Maratta e una struttura geriatrica a Terni. Tutto tagliato nei monitoraggi successivi. Restano nove le opere certificate dalla Regione nel 2020: ci sono gli interventi sismici sugli immobili in località Salia-Cai Miari, a Gubbio, per 850mila euro, altri immobili nel comune di Assisi, località Bandita Cileni per 1.720.740 euro. Nel capoluogo ci sono la ristrutturazione e il restauro mancati alla palazzina del Centro universitario sportivo di via Tuderte per 347.237 euro: ma ad oggi gli oneri per chiudere i lavori sono all’incirca il doppio: 671 mila euro. La motivazione del blocco è singolare: mancato interesse al completamento.

E ancora: risulta in stand by la nuova scuola dell’infanzia di Montecastrilli, per 963.106,45 euro. A Spoleto manca ancora la passerella sul torrente Tessino: 450 mila euro. Tre le opere che ricadono nel Comune di Terni: uno spazio pubblico attrezzato a Collestatte, un giardino pubblico a Belvedere e la palazzina di via San Nicandro per 760 mila euro. Il Comune di Scheggia e Pascelupo deve fai i conti con la messa in sicurezza della strada di Aiale, costo pari a 141.457 euro.
La Regione Umbria ha avviato il nuovo monitoraggio, raccogliendo i dati comune per comune e dalle altre stazioni appaltanti: sarà pronto, assicurano gli uffici, entro la fine del mese.