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Orvieto, duomo gremito e turisti in piazza per il Corpus Domini. Il sindaco: "Ritorno alla normalità"

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“Ringrazio dell'invito di venire a pregare, con voi e per voi, in questo giorno così significativo per Orvieto e in questa basilica che è capolavoro dell'architettura gotica, voluta e costruita come tempio dell'Eucarestia”. Lo ha detto domenica 6 giugno dal pulpito del duomo, il cardinale Enrico Feroci, parroco di Santa Maria del Divino Amore a Castel di Leva, invocando la pace del Risorto. E augurando alla comunità una pronta ripresa.

“Nella Chiesa - ha aggiunto - si celebra la solennità del Corpus Domini. In maniera particolare e significativa si vive qui, dove è custodito il lino intriso di sangue colato dall'ostia. Meditiamo insieme sul grande mistero del miracolo eucaristico. Pane e vino diventano Cristo e l'Eterno ha bisogno di noi”. E la partecipazione della città non è mancata. Riempiti, infatti, tutti i posti a sedere sia all'interno della cattedrale, dove hanno potuto accedere solo le persone munite di permesso-invito, che sulle sedie collocate in piazza Duomo. Una piazza tornata piena di orvietani e turisti, ma composta e ordinata, sotto l'occhio delle forze dell'ordine e della protezione civile che hanno permesso che tutto si svolgesse in piena sicurezza.

L'ostensione del Corporale è avvenuta alla presenza del vescovo, Gualtiero Sigismondi, senza la consueta accoglienza dei partecipanti alla marcia della Fede da Bolsena a Orvieto, annullata così come quella con Praga e la Staffetta dei quartieri. Tra i presenti anche il vescovo emerito, Benedetto Tuzia, la presidente della Regione, Donatella Tesei, il presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi, il prefetto di Terni, Emilio Dario Sensi, il presidente dell'Opsm, Andrea Taddei, e ancora amministratori del territorio, autorità religiose, civili e militari e rappresentanti delle associazioni. Ridotto ad una rappresentanza simbolica il corteo storico che ha ricordato il nucleo originario della scorta armata che accompagnò la reliquia da Bolsena ad Orvieto. “La città vestita con i colori della sua storia - ha commentato il sindaco, Roberta Tardani - e il senso di appartenenza che trasmettono i costumi del nostro corteo hanno il sapore della ripartenza. Un altro assaggio di ritorno alla normalità che confidiamo di poter tornare a vivere sin dal prossimo anno per celebrare come sappiamo le feste della nostra tradizione”.