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Strage del pulmino dei disabili, indagini riaperte: c'è anche l'esposto della conducente

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Riaperte le indagini sulla strage del pulmino dei disabili. In tre morirono nel pauroso schianto sul tronco di un albero a Fratta Santa Caterina, frazione di Cortona, il 2 marzo 2020. Il giudice Claudio Lara ha disposto nuovi approfondimenti sul rispetto delle norme di sicurezza nel trasporto degli ospiti di Villa Mimose da parte della cooperativa che gestisce la struttura e sull’efficienza del mezzo, un Renault.

 

 

Si tratta del procedimento parallelo a quello principale che vede la conducente del pulmino accusata di omicidio stradale plurimo: affronterà l’udienza preliminare il 5 ottobre. Da un lato l’inchiesta del pm Marco Dioni aperta dopo il terribile incidente ha evidenziato i profili di colpa attribuiti alla quarantenne di origini rumene residente a Castiglione del Lago. Ma a sua volta la donna è la potenziale parte offesa nell’altro fascicolo partito da un suo esposto che solleva dubbi sul fatto che a una Oss venisse affidato il delicato compito di autista e accompagnatrice di ben sette pazienti psichiatrici non semplici da controllare. Uno le aveva afferrato un braccio e un altro in preda a una crisi batteva la testa sul vetro, ha raccontato la quarantenne. Una situazione impegnativa col rischio di perdere la concentrazione alla guida. Il Renault le sfuggì al controllo e andò a schiantarsi su una delle piante che costeggiano il lato opposto. I disabili tornavano dal corso di ballo, a Manciano, e dovevano rientrare a Villa Mimose, al Ferretto di Cortona, per la cena. Morirono Selene Foschi, 43 anni di Livorno, Luigi Romano, 45 anni di Firenze ma originario di Napoli, e Ivan Osmeri, anche lui 45 anni, di Passignano sul Trasimeno.

 

 

La procura, con il pm Elisabetta Iannelli, aveva chiesto l’archiviazione del procedimento aperto in seguito all’esposto, ma l’avvocato Marta Tofani, per la dipendente della cooperativa Residenze riabilitative, ha presentato opposizione. E il giudice l’ha accolta. In corso nuove indagini: testimonianze e accertamenti tecnici. La quarantenne al volante era sobria, dicono le analisi, e la velocità sui 50 orari, nei limiti. In quella serata piovosa, nella campagna buia tra Castiglion Fiorentino e Cortona, l’uscita di strada sulla provinciale 28 risultò fatale. Oltre ai tre deceduti, tutti gli altri rimasero feriti compresa la conducente. Già intervenute in parte le assicurazioni per i risarcimenti. La donna si accinge a rispondere dell’incidente ma nello stesso tempo l’operatrice sanitaria solleva dubbi su difetti tecnici del mezzo (spia della stabilità accesa) e sulla regolarità della situazione: autista e accompagnatrice di sette disabili.