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Discariche abusive, già 490 segnalazioni in Umbria nei primi cinque mesi 2021

Alessandro Antonini
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Aumentano gli abbandoni di rifiuti speciali e pericolosi, cresce il numero delle discariche abusive. Sono 490 gli scarichi fuori legge riscontrati nei primi cinque mesi del 2021 dall’Arpa, l’Agenzia regionale di protezione ambientale, su segnalazioni dei cittadini. Contro le 550 dei dodici mesi dell’anno precedente. A pagare, per la maggior parte, sono i proprietari dei terreni: se chi abbandona non viene individuato, scattano le ordinanze comunali di “bonifica”, in carico ai titolari degli appezzamenti. In questo caso spesso costa meno pagare l’infrazione (ammenda di 206 euro) che bonificare. Certo, in caso di reiterazione cresce la somma e si profila il penale. Ma tant’è: spesso le discariche individuate e delimitate restano lì dove sono. E’ il caso dei due chilometri di bosco invaso dai rifiuti (tra cui eternit e solventi) a Monte Malbe, Perugia.


Il meccanismo di denuncia delle discariche, Arpalert, è partito nel luglio del 2017. E’ un servizio basato su Whatsapp. L’Agenzia di protezione ambientale riceve le segnalazione dei rifiuti abbandonati in tutta l’Umbria. “I nostri tecnici”, spiega il direttore Arpa Luca Proietti, “provvedono in alcuni casi a fare il sopralluogo per identificare meglio i materiali che vengono segnalati e poi a inoltrare la segnalazione al Comune di appartenenza”. Che se è dotato di fototrappola denuncia l’autore: è illecito amministrativo se fatto da persona fisica, penale se c’è una ditta a monte.”Ad oggi - continua Proietti - sono arrivate oltre 3000 segnalazioni. Con una media di 3 segnalazioni al giorno con un calo durante il lockdown, ovviamente. Nei primi mesi di attivazione del servizio le segnalazioni sono arrivate soprattutto dalla Conca Ternana, poi con il passare del tempo sono aumentati i contatti anche nella zona di Foligno e Perugia. Ancora, oggi abbiamo poche segnalazioni dalla zona del lago e dall’Orvieto”. I 490 abbandoni da gennaio a maggio 2021 sono distribuiti per il 40% nella zona di Perugia, 25% a Foligno, 30% Terni e il restante 5% tra la zona del lago Trasimeno e l’Orvietano. Nel 2020 tenuto conto del lockdown dei mesi di marzo e aprile le segnalazioni sono state 550. Con una distribuzione del 30% a Perugia, 30% Foligno, 30% Terni. Il 10% nelle altre zone. Le tipologie dei rifiuti sono le più disparate: treni di gomme, amianto, elettrodomestici ed edilizia, mobili.

“Abbiamo scoperto vere e proprie discariche nei boschi”, fa sapere l’apicale Arpa. “Le chiamate sono arrivate soprattutto dai percorsi da trekking, dai parchi urbani e dalle aree verdi. Nel 2019 le segnalazioni sono state oltre 900 cosi come il 2018. Il primo anno invece abbiamo avuto 613 segnalazioni”. La tendenza è quindi di “un servizio che si è inserito all’interno della popolazione umbra. Ogni anno poi Legambiente e altre associazioni ci coinvolgono, chiedendo di una nostra mappa, per sviluppare campagna di pulizia”, conclude Proietti. L’ultima segnalata ieri, presso il bosco di Volperiono, con l’associazione Valle Umbra Trekking, con EcologiAmo.