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Bollo auto, in Umbria incassato il 40% del totale. Aggravio del 30% per chi ritarda

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Alessandro Antonini
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Due umbri su tre non hanno ancora pagato il bollo auto per le rispettive vetture. E sono già passate tre delle sei scadenze annuali fissate per il 2021. 
La cifra si evince dal dato degli incassi.

Erano 94,9 i milioni riscossi complessivamente lo scorso anno. Al 31 maggio 2021, sui primi cinque mesi, sono stati incamerati 36,7 milioni. Poco più di un terzo. Per la precisione il 38,7% dell’anno precedente I dati sono forniti dalla Regione Umbria. Le scadenze del 2021, stando al calendario fornito dalla stessa Regione, sono state al 1 febbraio per i bolli scaduti a dicembre 2021, 1 marzo per la decorrenza dal gennaio 2021, 31 maggio per i bolli in scadenza ad aprile. Le prossime date sono 30 settembre (per i bolli di agosto), 2 ottobre per quelli di settembre e 31 gennaio 2022 per quelli che scadono nel dicembre prossimo. Nel 2019 sono stati riscossi 92,4 milioni, 2,5 in meno rispetto al 2020. Il dato dell’anno in corso, in ritardo rispetto alla tabella di marcia, potrebbe essere influenzato dalle limitazioni imposte dalle tre settimane di zona rossa durante l’inverno.

Ma i conti si faranno alla fine. Al netto degli interessi di mora per chi pagherà in ritardo. 
Secondo una stima dell'ufficio regionale competente mediamente il bollo auto in Umbria si attesta sui 180 euro. La voce “bollo” rappresenta una delle categorie più importanti del bilancio regionale visto che annualmente si stima una cifra complessiva di circa 90 milioni, a cui vanno aggiunti 30 milioni di evasione annua.
Nel 2020, nonostante lo stop del lockdown, la Regione aveva messo in campo un’azione di recupero inviando 35 mila avvisi che stanno arrivando in questi giorni agli umbri che non hanno provveduto al pagamento del bollo auto nel periodo tra il 1 marzo e il 31 luglio. A seguito dell'emergenza pandemica, infatti, la Regione aveva disposto la sospensione dei termini dei versamenti della tassa automobilistica regionale ordinaria nei cinque mesi in questione. 
Per i versamenti sospesi è stata prevista un’unica soluzione di pagamento, fissata per mercoledì 30 settembre, senza sanzioni e interessi, attraverso i consueti canali, evitando così successive azioni di recupero del tributo, che comportano maggiori oneri da corrispondere.
Per il cittadino, nell’ipotesi di ritardato, insufficiente od omesso pagamento della tassa, la sanzione è pari al 30% della tassa non versata alla prescritta scadenza. Se la regolarizzazione avviene entro determinate scadenze è previsto uno sconto sulla tassa che va dall’1,5% al 5% in base alla tempista di pagamento.