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Umbria, baristi e ristoratori entusiasti: "Dopo più di sette mesi una parvenza di normalità"

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Tornare a servire al banco ci ha regalato un’emozione, dopo tanto tempo abbiamo una parvenza di normalità”. Cristina Stincardini, titolare del bar Bonazzi di via Cesare Caporali, a Perugia, si dice contenta. Dal 26 ottobre, sono stati più di sette mesi di restrizioni, intervallati solo da qualche settimana tra novembre e dicembre. “In tutto questo tempo abbiamo potuto lavorare soltanto a metà e ne abbiamo indubbiamente risentito”, spiega mentre serve un caffè al banco. “Per fortuna - aggiunge - i nostri clienti non ci hanno mai abbandonato, neanche quando - con il freddo - dovevano prendersi il caffè all’aperto”. Daniele Belia, del bar Duomo, in piazza Danti, parla di una giornata di festa. “C’è grande voglia di vivere e questo ci regala speranza”, aggiunge.

 

 

Dal bar Oscar di piazza Matteotti e allo Snack Bar di Corso Vannucci l’entusiasmo è palpabile. Così come tra i ristoratori che, finalmente, possono tornare a servire anche al chiuso. Alla Taverna di via delle Streghe lo chef Claudio Brugalossi è tornato a cucinare i suoi migliori piatti e, ieri a pranzo, tra i clienti c’era anche Carlo Pagnotta, direttore artistico di Umbria Jazz. Ma non sono solo sorrisi. Giobi Zangara, presidente regionale Fiepet Confesercenti e titolare del ristorante La Serra di Perugia evidenzia che la follia delle restrizioni ancora rimaste. “I tavoli da quattro non hanno alcun senso - evidenzia - eppure sono stati riconfermati. Una decisione senza logica. Così come ha poco senso farci riaprire al chiuso adesso che sta venendo caldo. Comunque, nonostante tutto, siamo contenti di questo ritorno alla quasi normalità”.

 

 

 

E’ polemico anche il presidente regionale della Fipe Confcommercio, Romano Cardinali, che ha scritto al presidente del consiglio regionale, Marco Squarta, per chiedere un riscontro sullo stato di avanzamento degli impegni assunti formalmente dai consiglieri regionali con il mondo della ristorazione umbra, soprattutto per quanto riguarda il contingentamento delle sagre ma anche sull’apertura di un tavolo di confronto con il sistema bancario per agevolare e garantire l’accesso al credito delle imprese, e sulla questione delle imposte locali, soprattutto Tari e Imu, che, seppure sospese, incombono sulle imprese umbre destando forti preoccupazioni. “ A questo proposito - evidenzia Cardinali - la Regione si era impegnata a richiedere al governo trasferimenti compensativi utili a permettere l’abbattimento delle imposte locali. Analogo impegno, per ottenere dal governo un intervento finalizzato all’abbattimento della Siae per i pubblici esercizi. Ma a quasi due mesi dagli impegni assunti, non vediamo passi avanti. Non vorremmo che queste questioni, per noi importantissime - sottolinea ancora Cardinali - finiscano per passare in secondo piano ora che le attività della ristorazione stanno riaprendo e che l’attenzione della politica si sta spostando su altre tematiche. I problemi dei pubblici esercizi, purtroppo, sono ben lontani dall’essere risolti”. Intanto, però, il clima è di festa. Tanto più che, probabilmente dal 7 giugno, l’Umbria sarà in zona bianca.