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Umbria, il rilancio dell'economia passa anche per le piastre logistiche

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Il rilancio dell’economia regionale passa anche per le piastre logistiche che da tre - Città di Castello, Terni-Narni e Foligno - rimangono due. Come noto, l’area che era stata individuata nella città della Quintana, dopo l’effettuazione di alcuni sondaggi, è risultata, dal punto di vista geologico, inadatta a reggere pesi. Inoltre il costo di adattamento di questi terreni sarebbe altissimo e lo stesso finanziamento (nel lontano 2004, erano stati previsti 30 milioni di euro) risulterebbe insufficiente. “Al momento c’è un contenzioso aperto con le imprese - spiega l’assessore regionale alle Infrastrutture, Enrico Melasecche - Anche con il Ministero stiamo cercando di arrivare a una transazione sperando così di chiudere questa vicenda che va avanti da anni e che abbiamo ovviamente ereditato”. L’impegno è che comunque i fondi messi sul piatto vengano utilizzati nell’ambito del territorio comunale.

 

 

Si ferma Foligno, vanno avanti le altre due. “Quella tifernate sarà la prima a entrare in funzione con una gestione privata - evidenzia l’assessore Melasecche - E’ stato pubblicato proprio in questi giorni il bando per l’affidamento e il nostro auspicio è che ci sia un forte coinvolgimento del tessuto economico dell’Alta Valle del Tevere affinché si possa facilmente individuare un soggetto gestore”. La piastra logistica di Città di Castello - i cui lavori sono ormai conclusi e si è già proceduti al collaudo - si sviluppa su una superficie di circa 84 mila mq, in parte edificata e dotata di potestà edificatoria, ed è composta da un centro servizi al piano terra e uffici al primo piano per 805 mq complessivi, un magazzino logistica di 3.300 mq e un magazzino dogana di 2.480 mq.

 

 

 

 

Più complesso il discorso per la piattaforma di Terni- Narni che si trova nella zona di Maratta. “In questo caso la piastra logistica – spiega Melasecche - avrebbe dovuto essere collegata anche alla rete ferroviaria, ma la relativa gara, causa Covid, è andata deserta. Ho quindi provveduto a riattivare i contatti con Rfi per completare il collegamento con il ferro e accelerare il più possibile anche in relazione a quanto dichiarato dall’ad dell’Ast Burelli, intenzionato a utilizzare sempre di più il trasporto su rotaia. Stiamo cercando di reperire le risorse, intanto abbiamo sollecitato Rfi affinché venga stilato un cronoprogramma”. La Regione punta inoltre a potenziare la Dogana proprio a Terni, la cui sede attualmente è poco distante, per incrementare l’approdo e lo scambio delle merci e di tutto ciò che arriva non solo dai collegamenti su gomma, ma anche da porti e ferrovia.