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Ceneri interrate in Valnestore, comitati dei malati parti civili. Indagato chiede messa alla prova

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Ha chiesto la messa alla prova uno dei tre imputati nel processo per omessa bonifica nell’inchiesta sulle ceneri interrate a Pietrafitta. Si tratta del proprietari di parte dei terreni. Non così per i due ex presidenti della Valnestore sviluppo, la società pubblica proprietaria di altri terreni, anche loro indagati per gli stessi fatti. Ieri c’è stata la prima udienza del giudizio immediato. 


Hanno presentato richiesta di costituzione di parte civile le associazioni Wwf e il Riccio, insieme ai comitati delle famiglie dei malati “Soltanto la salute” e “Salvaguardia Valnestore”. Questi ultimi erano rappresentanti, oltre che dagli avvocati Marcello Volpi, Valter Biscotti e Francesco Brozzi, anche dai portavoce Ivano Vitali e Lidia Rossi. Altri due ex dirigenti Enel finiti dell’inchiesta avevano chiesto e ottenuto la messa alla prova. Il gip Piercarlo Frabotta a febbraio aveva dato l’ok ai progetti propedeutici alla messa in sicurezza delle aree contaminate da Pcb (policlorobifenili) sotto le macchine da miniera, e di quelle caratterizzate dagli interramenti di ceneri industriali provenienti dalle centrali di Pietrafitta, Vado Ligure e La Spezia. Nelle zone in questione, in base ai rilevamenti Noe e Arpa, si fa riferimento a 240 mila metri cubi di polveri. Interrate insieme a rifiuti solidi urbani in alcune porzioni di terreno. I fatti risalgono a oltre 20 anni fa ma negli ultimi anni sono “riemersi” grazie a un esposto e a un’inchiesta giornalistica.

Da lì l’indagine della Procura. Che ha portato all’archiviazione per il danno alla salute. Non per l’omessa bonifica. “Anche se a livello penale è stato escluso il nesso causale tra l’inquinamento e le malattie oncologiche che ammorbano la Valnestore”, spiegano Biscotti e Volpi, “siamo pronti a costituirci in sede civile. Qui no vale la regola dell‘al di là di ogni ragionevole dubbio’, ma il ‘più probabile che non’”, spiegano i legali. Vitali, che ha scritto al ministro Cingolani e a tutti i parlamentari umbri per chiedere che gli investimenti sul fronte ecologico siano impiegati per una reale bonifica dei terreni inquinati della Valnestore.