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Perugia, legata alla sedia e palpeggiata dai capi: dipendente denuncia

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Fra. Mar.
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Immobilizzata su una sedia. Con le corde a bloccarle le braccia ai braccioli e il busto alla spalliera, i suoi capi a turno le palpeggiavano le parti intime e la trascinavano per tutto il reparto mentre la tenevano legata sulla sedia munita di rotelle. E’ solo una delle accuse che la Procura di Perugia muove a due ex dipendenti di una nota azienda del perugino che opera nel campo dell’abbigliamento per cui oggi sarebbe dovuta iniziare l’udienza preliminare. Ai due vengono contestati i reati di violenza sessuale (anche di gruppo), sequestro di persona, violenza privata e stalking. Per la giovane vittima, che ha sporto denuncia solo dopo un anno perché, secondo il pm titolare del fascicolo Gemma Miliani, aveva timore di essere licenziata, è stato un calvario.

 

 

Legata con lo scotch sulla sedia a rotelle col nastro adesivo sulla bocca abbandonata a pancia in su con la sedia ribaltata in una stanza chiusa finché i suoi due aguzzini non tornavano a liberarla. Pesata come un animale sulla bilancia dell’azienda. Presa a calci sul sedere, invitata a obbedire a squallide richieste a sfondo sessuale, insultata e costantemente minacciata di essere licenziata in virtù di un’amicizia con un capo che entrambi gli indagati avrebbero millantato. In alcuni casi episodi irripetibili che “hanno minato la sua dignità personale e professionale”. Tanto che la vicenda è emersa inizialmente perché i colleghi hanno detto qualcosa alla proprietà. Poi anche lei ha raccontato.

 

La vittima, una 23enne che in quell’azienda aveva appena messo piede quando sono iniziate le vessazioni, è assistita dall’avvocato Alessandro Vesi e si costituirà parte civile nella prossima udienza, già fissata, del 7 ottobre. I due imputati invece, A.A. un 43enne perugino e F.M., un 39enne di Umbertide, sono difesi dall’avvocato Marta Bocci sia nel penale che negli altri procedimenti collegati alla vicenda. In primis quello dinanzi al giudice del lavoro. “I miei assistiti sono stati licenziati prima che venisse sporta denuncia – dice -. Noi abbiamo impugnato il licenziamento. E solo dopo è arrivata la querela della dipendente e dell’azienda. La verità dei fatti è completamente diversa. Alcuni episodi sono inesistenti e altri hanno una connotazione errata”.