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Terni: sostituzione dell'assessore Bordoni, nessun diktat dai partiti della maggioranza a Latini

Maria Luce Schillaci
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A oltre 24 ore dalle dimissioni di Leonardo Bordoni da assessore della giunta Latini, al Comune di Terni, fervono gli incontri e le consultazioni, colloqui specialmente all’interno della coalizione di centrodestra per mettere sul tavolo eventuali proposte, strategie e soprattutto nomi. Nomi che, al momento, figurano soltanto come ipotesi non confermate.

Il sindaco, Leonardo Latini, lo dice chiaramente: “Si stanno valutando tante possibilità e vari input, ma tutto deve servire a fare la quadra tra le esigenze di tutti e soprattutto per il buon governo della città che, come i cittadini sanno, è stato sempre e sempre sarà, un punto fermo della mia amministrazione”.

 

Non si sbilancia, dunque, il primo cittadino, del resto è plausibile che quello che sembra essere stato ‘un fulmine a ciel sereno’ ha trovato tutti impreparati.

“Sono ormai abituato a riprendere deleghe”, scherza Latini facendo riferimento alle precedenti dimissioni accumulate nel tempo del suo governo. Ora dunque si deve venire a capo dello scenario nuovo e nel tempo più breve possibile, specialmente in vista dell’approvazione del bilancio in programma per il 31 maggio 2021. 

Scalpitano le anime della coalizione. In primis la Lega: l’assessore uscito era un uomo del Carroccio, va da sé, si dice nel partito di Salvini, che quella poltrona deve essere di un leghista. Eppure non è così scontato. Tutti però, per adesso, sembrano scegliere la via della pacatezza e della cautela come spiega Nico Nunzi, referente della Lega per la provincia di Terni: “Prematuro fare nomi adesso – dice – è giusto che si facciano valutazioni serie per lavorare al meglio per la città, noi siamo allineati con il sindaco, nessun diktat da parte nostra”.

 

 

Pacati anche Fratelli d’Italia: “A noi interessa il buon governo – dice Marco Celestino Cecconi, coordinatore comunale di FdI - sono questioni che si valuteranno soprattutto all’interno del partito della Lega, la poltrona era loro, ma – rimarca – si deve prendere atto che il nostro peso politico è raddoppiato: il nostro è un profilo pacato, ma deciso”. Chiaro, dunque, l’esponente di FdI.

Così come è chiaro anche Sergio Bruschini, segretario provinciale di Forza Italia: “Siamo una coalizione a tre – spiega – se ci deve essere una ridistribuzione delle deleghe ben venga, sono deleghe importanti (Urbanistica - Edilizia Privata - Suape - Peep - Paip - Pianificazione Strategica - Area Vasta - Viabilità – Mobilità, ndr). Sono valutazioni interne alla Lega, noi non rivendichiamo nulla, ma giocheremo la nostra partita nel momento in cui qualcuno dovesse avanzare richieste. Responsabili, ma con dialettica aperta”.

In quanto al toto-nomi, ne girano parecchi, come quello di qualche tecnico esterno: si fa il nome di Simone Monotti, presidente provinciale dell’Ordine degli Ingegneri, ma anche di Lorenzo Fausti, pedina importante all’intero della Lega, così come bussa alla porta Michele Rossi di Terni Civica che sottolinea l’assenza in Giunta della parte civica. Il confronto è ancora tutto aperto.