Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Covid in Umbria, 130 farmacisti vaccinatori bloccati da 20 giorni. Se ne va l'ospedale militare

Esplora:

Alessandro Antonini
  • a
  • a
  • a

Farmacisti vaccinatori anti Covid? In Umbria possono attendere. A 20 giorni dalla firma dell’accordo la Regione non ha ancora dato seguito alle disposizioni previste nell’intesa. E’ quanto denunciano i vertici di Federfarma. Sono 130 le farmacie pronte a somministrare i vaccini ancora bloccate. “Da diverse settimane” , è scritto nella nota dell’associazione che rappresenta 300 farmacie private dell’Umbria “i farmacisti attendono sviluppi dal punto di vista del coinvolgimento nella campagna vaccinale.

Questo dopo l'approvazione da parte della Regione, con delibera del scorso 5 maggio, dell'accordo per la somministrazione da parte dei farmacisti. Un tragitto che sembrava pronto per essere intrapreso, con la necessaria formazione completata proprio dai farmacisti attraverso i corsi e con il conseguente vantaggio che ne sarebbe derivato a beneficio della popolazione”. Il presidente Federfarma, Augusto Luciani, fa sapere di aver chiesto invano un incontro al direttore regionale Sanità, Massimo Braganti. Ma niente. “Questo quadro generale di incertezza si ripercuote oltre che sul nostro lavoro, anche sulla pelle dei cittadini”. Niente accordo firmato neanche con i medici di base: ieri è spuntata una bozza per le vaccinazioni alle categorie under 60, con tanto di dettaglio economico: 6,16 euro a inoculazione, che passano a 8 se fatta in ambulatorio. Ma la sigla ufficiale ancora non c’è. La parte amministrativa è assicurata dalla regione e i 730 medici umbri potranno somministrare dosi anche nei punti territoriali e Usl. Intanto per la fascia 40-49 anni risultano già 28mila prenotati su 125 mila eleggibili. Le preadesioni sono partite lunedì.


Smonta anche l’ospedale militare da campo: i saluti istituzionali ai militati verranno svolti alla presenza del generale Figliuolo, venerdì, alle 12,30. In contemporanea all’inaugurazione del container con le 10 terapie intensive installate, con più di due mesi di ritardo, davanti al Santa Maria della Misericordia. I cosiddetti moduli Arcuri che ancora non sono entrati in funzione.